Le mutazioni del gene FLT3 rappresentano una delle più frequenti alterazioni genetiche della leucemia mieloide acuta pediatrica e dell’adulto e rivestono una grande importanza dal punto di vista prognostico e terapeutico grazie alla disponibilità di specifici ed efficaci inibitori di FLT3 (FLT3i). Il possibile ruolo di FLT3 nel contesto della Leucemia Linfoblastica Acuta pediatrica a fenotipo B (B-LAL) è invece ancora poco noto. Vengono di seguito presentate alcune evidenze preliminari dell’over-espressione di FLT3 in specifici sottogruppi di LAL come possibile nuovo target terapeutico. In primo luogo, è stata esaminata l’espressione di FLT3 in diversi sottotipi molecolari di LAL tramite RNA-seq in una coorte di pazienti arruolati ai protocolli AIEOP-BFM 2009/2017 e Interfant-06 individuando i sottogruppi ZNF384r, KMT2Ar e PAX5r come quelli caratterizzati da maggiore over-espressione di FLT3. Questo dato è stato successivamente validato tramite quantificazione con RT-qPCR dell’espressione di FLT3 negli stessi pazienti ed in linee cellulari che presentano gli stessi geni di fusione. A seguire, sui campioni derivati da Patient Derived Xenograft (PDX) della coorte di pazienti PAX5r e KMT2Ar è stato eseguito un drug screening esteso, tramite una piattaforma semi-automatizzata di high-troughput screening (HTS) con 174 farmaci antineoplastici. Dall’HTS è emersa una diffusa sensibilità (DSS>10) a diversi FLT3i (Midostaurina, Lesaturitinib, Quizartinib, Sorafenib, Gilteritinib, Crenolanib) sia per KMT2Ar (DSS medio 27.4) che per PAX5r (DSS medio 24.5). Abbiamo selezionato Gilteritinib, un inibitore di 2° generazione, sulla base dello screening e della sua nota efficacia nell’inibizione di FLT3. In seguito ne abbiamo testato l’efficacia in monoterapia dapprima su una linea cellulare PAX5r (NALL1) e successivamente sui blasti di PAX5r PDX (n=4). Da questi dati preliminari, emerge come l’over-espressione di FLT3 in specifici sottogruppi di pazienti potrebbe rappresentare una opportunità di terapia personalizzata anche nel contesto della B-LLA. Ulteriori studi saranno estesi nei diversi sottogruppi anche in combinazione con chemioterapici.
Caratterizzazione del profilo di espressione di FLT3 nella leucemia linfoblastica acuta per nuove possibili opportunità di terapia mirata / N. Peccatori, S. Procopio, S. Rebellato, M. Quadri, A. Curto, L. Valsecchi, S. Villa, C. Saitta, G. Cazzaniga, M. Bardini, G. Fazio. 49. Congresso Nazionale AIEOP : 30 settembre – 1, 2 ottobre Bologna 2024.
Caratterizzazione del profilo di espressione di FLT3 nella leucemia linfoblastica acuta per nuove possibili opportunità di terapia mirata
S. Villa;
2024
Abstract
Le mutazioni del gene FLT3 rappresentano una delle più frequenti alterazioni genetiche della leucemia mieloide acuta pediatrica e dell’adulto e rivestono una grande importanza dal punto di vista prognostico e terapeutico grazie alla disponibilità di specifici ed efficaci inibitori di FLT3 (FLT3i). Il possibile ruolo di FLT3 nel contesto della Leucemia Linfoblastica Acuta pediatrica a fenotipo B (B-LAL) è invece ancora poco noto. Vengono di seguito presentate alcune evidenze preliminari dell’over-espressione di FLT3 in specifici sottogruppi di LAL come possibile nuovo target terapeutico. In primo luogo, è stata esaminata l’espressione di FLT3 in diversi sottotipi molecolari di LAL tramite RNA-seq in una coorte di pazienti arruolati ai protocolli AIEOP-BFM 2009/2017 e Interfant-06 individuando i sottogruppi ZNF384r, KMT2Ar e PAX5r come quelli caratterizzati da maggiore over-espressione di FLT3. Questo dato è stato successivamente validato tramite quantificazione con RT-qPCR dell’espressione di FLT3 negli stessi pazienti ed in linee cellulari che presentano gli stessi geni di fusione. A seguire, sui campioni derivati da Patient Derived Xenograft (PDX) della coorte di pazienti PAX5r e KMT2Ar è stato eseguito un drug screening esteso, tramite una piattaforma semi-automatizzata di high-troughput screening (HTS) con 174 farmaci antineoplastici. Dall’HTS è emersa una diffusa sensibilità (DSS>10) a diversi FLT3i (Midostaurina, Lesaturitinib, Quizartinib, Sorafenib, Gilteritinib, Crenolanib) sia per KMT2Ar (DSS medio 27.4) che per PAX5r (DSS medio 24.5). Abbiamo selezionato Gilteritinib, un inibitore di 2° generazione, sulla base dello screening e della sua nota efficacia nell’inibizione di FLT3. In seguito ne abbiamo testato l’efficacia in monoterapia dapprima su una linea cellulare PAX5r (NALL1) e successivamente sui blasti di PAX5r PDX (n=4). Da questi dati preliminari, emerge come l’over-espressione di FLT3 in specifici sottogruppi di pazienti potrebbe rappresentare una opportunità di terapia personalizzata anche nel contesto della B-LLA. Ulteriori studi saranno estesi nei diversi sottogruppi anche in combinazione con chemioterapici.| File | Dimensione | Formato | |
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