This article examines the practice of visita de navíos – ship inspections – conducted by the Inquisition in seventeenth-century Palermo. Based on the unique surviving visitation register of the Sicilian tribunal (1643-1663), it reconstructs the procedure as a routine exercise of jurisdictional presence rather than as an instrument of censorship or repression. The study situates the Palermo visitas within the broader polycentric governance of the Spanish monarchy, showing how repetition, brevity, and bureaucratic formality transformed inspection into a performative ritual of authority. Through serial reading of more than five hundred entries, the article explores the relation between mobility, documentation, and power in an early modern Mediterranean port. The visita de navío emerges as an act of recognition, an institutional gesture by which the Inquisition asserted visibility within the overlapping jurisdictions of the Sicilian maritime world. The analysis contributes to a redefinition of early modern surveillance practices, highlighting the performative and relational nature of routine administration in the Iberian imperial context.

Il saggio esamina la pratica della visita de navíos, l’ispezione inquisitoriale delle navi, svolta nel porto di Palermo nel XVII secolo. Basandosi sull’unico registro di visite superstite del tribunale di Sicilia (1643-1663), ricostruisce la procedura come un esercizio di presenza giu- risdizionale più che come strumento di censura o di repressione. L’analisi colloca le visitas pa- lermitane nel contesto della governance policentrica della monarchia spagnola, mostrando come la ripetizione, la brevità e la formalità burocratica trasformassero l’ispezione in un rito performa- tivo di autorità. Attraverso una lettura seriale di oltre cinquecento atti, l’articolo indaga il rap- porto tra mobilità, documentazione e potere in un porto mediterraneo dell’età moderna. La visita de navío emerge così come un atto di riconoscimento: un gesto istituzionale con cui l’Inquisizione affermava la propria visibilità all’interno delle giurisdizioni sovrapposte del mondo marittimo siciliano. Lo studio contribuisce a ridefinire le pratiche di sorveglianza dell’età moderna, met- tendo in luce il carattere performativo e relazionale dell’amministrazione ordinaria nel contesto imperiale iberico.

Inquisition by presence : routine power, ship visitation and maritime routes in seventeenth century Palermo / G. Civale. - In: MEDITERRANEA. RICERCHE STORICHE. - ISSN 1828-230X. - 22:65(2025 Dec), pp. 429-458. [10.19229/1828-230X/65032025]

Inquisition by presence : routine power, ship visitation and maritime routes in seventeenth century Palermo

G. Civale
2025

Abstract

This article examines the practice of visita de navíos – ship inspections – conducted by the Inquisition in seventeenth-century Palermo. Based on the unique surviving visitation register of the Sicilian tribunal (1643-1663), it reconstructs the procedure as a routine exercise of jurisdictional presence rather than as an instrument of censorship or repression. The study situates the Palermo visitas within the broader polycentric governance of the Spanish monarchy, showing how repetition, brevity, and bureaucratic formality transformed inspection into a performative ritual of authority. Through serial reading of more than five hundred entries, the article explores the relation between mobility, documentation, and power in an early modern Mediterranean port. The visita de navío emerges as an act of recognition, an institutional gesture by which the Inquisition asserted visibility within the overlapping jurisdictions of the Sicilian maritime world. The analysis contributes to a redefinition of early modern surveillance practices, highlighting the performative and relational nature of routine administration in the Iberian imperial context.
Il saggio esamina la pratica della visita de navíos, l’ispezione inquisitoriale delle navi, svolta nel porto di Palermo nel XVII secolo. Basandosi sull’unico registro di visite superstite del tribunale di Sicilia (1643-1663), ricostruisce la procedura come un esercizio di presenza giu- risdizionale più che come strumento di censura o di repressione. L’analisi colloca le visitas pa- lermitane nel contesto della governance policentrica della monarchia spagnola, mostrando come la ripetizione, la brevità e la formalità burocratica trasformassero l’ispezione in un rito performa- tivo di autorità. Attraverso una lettura seriale di oltre cinquecento atti, l’articolo indaga il rap- porto tra mobilità, documentazione e potere in un porto mediterraneo dell’età moderna. La visita de navío emerge così come un atto di riconoscimento: un gesto istituzionale con cui l’Inquisizione affermava la propria visibilità all’interno delle giurisdizioni sovrapposte del mondo marittimo siciliano. Lo studio contribuisce a ridefinire le pratiche di sorveglianza dell’età moderna, met- tendo in luce il carattere performativo e relazionale dell’amministrazione ordinaria nel contesto imperiale iberico.
Spanish Inquisition; Sicily; Spanish Monarchy; Mediterranean ports
Settore HIST-02/A - Storia moderna
Settore STEC-01/B - Storia economica
dic-2025
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