Nel nostro ordinamento, la contemporanea presenza di due organi giudiziari, il Tribunale ordinario e il Tribunale per i minorenni, entrambi deputati a intervenire nell’ambito della giustizia minorile, dà vita a molteplici snodi problematici non soltanto dal punto di vista teorico e sistematico, ma purtroppo anche nel concreto dipanarsi della realtà applicativa e della prassi giudiziaria. Non è infatti agevole la determinazione delle concrete sfere di attribuzione, in particolare da quando le ultime riforme della filiazione del 2012/2013 hanno introdotto una disciplina tutt’altro che cristallina, e il rischio è dunque quello che possano originarsi conflitti positivi di competenza, ovvero anche negativi, con pericolosi vuoti di tutela. La Corte di cassazione si è lungamente adoperata per cercare di colmare lacune e risolvere zone d’ombra, ma non sempre con assoluta chiarezza e con orientamenti del tutto uniformi. Delle soluzioni offerte dalla Suprema Corte si esamina l’effettiva rispondenza al sistema, nella costante consapevolezza che i processi della giustizia minorile assegnano al giudice un particolare ruolo di impulso e direzione del procedimento, nel segno della protezione del superiore interesse del minore e della necessità di assicurare per quanto possibile un contesto di tutela unitario.
I confini delle competenze tra T.O e T.M: i possibili conflitti e la Cassazione / F. Danovi. - In: FAMIGLIA E DIRITTO. - ISSN 1591-7703. - 2021:4(2021), pp. 413-428.
I confini delle competenze tra T.O e T.M: i possibili conflitti e la Cassazione
F. Danovi
2021
Abstract
Nel nostro ordinamento, la contemporanea presenza di due organi giudiziari, il Tribunale ordinario e il Tribunale per i minorenni, entrambi deputati a intervenire nell’ambito della giustizia minorile, dà vita a molteplici snodi problematici non soltanto dal punto di vista teorico e sistematico, ma purtroppo anche nel concreto dipanarsi della realtà applicativa e della prassi giudiziaria. Non è infatti agevole la determinazione delle concrete sfere di attribuzione, in particolare da quando le ultime riforme della filiazione del 2012/2013 hanno introdotto una disciplina tutt’altro che cristallina, e il rischio è dunque quello che possano originarsi conflitti positivi di competenza, ovvero anche negativi, con pericolosi vuoti di tutela. La Corte di cassazione si è lungamente adoperata per cercare di colmare lacune e risolvere zone d’ombra, ma non sempre con assoluta chiarezza e con orientamenti del tutto uniformi. Delle soluzioni offerte dalla Suprema Corte si esamina l’effettiva rispondenza al sistema, nella costante consapevolezza che i processi della giustizia minorile assegnano al giudice un particolare ruolo di impulso e direzione del procedimento, nel segno della protezione del superiore interesse del minore e della necessità di assicurare per quanto possibile un contesto di tutela unitario.| File | Dimensione | Formato | |
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