La passione per il viaggio, l'esotico e l'incontro con culture altre costituiscono i tratti distintivi della vasta e articolata produzione di Alighiero Boetti. Accanto al noto e ampiamente documentato rapporto con l'Afghanistan che, a partire dalla fine degli anni Sessanta, rappresenta un luogo imprescindibile per il suo immaginario e la sua produzione artistica-merita di essere considerato, seppur in termini differenti, anche l'interesse per il Giappone. Meno conosciuto e non ancora oggetto di studi, questo legame nasce come una precoce fascinazione per la cultura nipponica, destinata a riaffiorare e consolidarsi in seguito a due viaggi compiuti dall'artista in Giappone negli anni Ottanta, da cui assimila suggestioni iconografiche e concettuali che si riflettono in numerose opere del decennio. L'incontro con l'estetica giapponese non va dunque relegato a episodio marginale, ma inteso piuttosto come una possibile chiave di lettura ulteriore per comprendere due momenti della sua ricerca: i primi anni Sessanta, segnati dall'interesse giovanile per la gestualità pittorica, e la produzione degli anni Ottanta, fase di piena maturità artistica caratterizzata da una rielaborazione delle strutture e delle logiche visive.
È tempo di chiusura nei giardini d'Occidente» : Il Giappone nell'opera di Alighiero Boetti / G. Zompa (QUADERNI UNISTRASI). - In: Sguardi stranieri : Nuovi immaginari nel sistema dell’arte italiana (1945-2000) / [a cura di] A. Acocella, L.P. Nicoletti, C. Toschi. - Siena : Edizioni Università per Stranieri di Siena, 2026. - ISBN 978-88-32244-31-1. - pp. 348-359
È tempo di chiusura nei giardini d'Occidente» : Il Giappone nell'opera di Alighiero Boetti
G. Zompa
2026
Abstract
La passione per il viaggio, l'esotico e l'incontro con culture altre costituiscono i tratti distintivi della vasta e articolata produzione di Alighiero Boetti. Accanto al noto e ampiamente documentato rapporto con l'Afghanistan che, a partire dalla fine degli anni Sessanta, rappresenta un luogo imprescindibile per il suo immaginario e la sua produzione artistica-merita di essere considerato, seppur in termini differenti, anche l'interesse per il Giappone. Meno conosciuto e non ancora oggetto di studi, questo legame nasce come una precoce fascinazione per la cultura nipponica, destinata a riaffiorare e consolidarsi in seguito a due viaggi compiuti dall'artista in Giappone negli anni Ottanta, da cui assimila suggestioni iconografiche e concettuali che si riflettono in numerose opere del decennio. L'incontro con l'estetica giapponese non va dunque relegato a episodio marginale, ma inteso piuttosto come una possibile chiave di lettura ulteriore per comprendere due momenti della sua ricerca: i primi anni Sessanta, segnati dall'interesse giovanile per la gestualità pittorica, e la produzione degli anni Ottanta, fase di piena maturità artistica caratterizzata da una rielaborazione delle strutture e delle logiche visive.| File | Dimensione | Formato | |
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