Gli scavi condotti tra il 2013 e il 2016 ad Equilo (Jesolo) hanno consentito di recuperare 284 reperti numismatici, 274 dei quali sono stati sottoposti a pulizia e restauro. In tutti i casi si tratta di monete di bronzo o in lega di rame, con soltanto un paio di esemplari rispettivamente costituiti da una lega apparentemente più ferrosa e da piombo 1. Tra questi, sono risultati schedabili a livello catalogico, giungen- do all’attribuzione e alla datazione di un lasso temporale di produzione abbastanza circoscritto, poco meno della metà (125 esemplari = 45,6% dei pezzi restaurati), mentre per la parte restante in base alle tracce del tipo (42 = 15,3%) o al dato ponderale e alla dimensione del tondello (82 = 29,9%) è stato possibile definire soltanto il secolo di coniazione o la porzione di esso. Oltre agli elementi non restaurati, sono perciò rimasti senza attribuzione alcuna altri 25 pezzi illeggibili, estremamente frammentari e corrosi, ovvero non misurabili. Il campione numismatico recuperato e così caratterizzato e la qualità della documentazione archeologica realizzata consentono di avanzare diverse considerazioni in merito all’uso e alle possibili cause di immobilizzazione del circo- lante di basso potere liberatorio nel sito.
I reperti numismatici / M. Baldassarri - In: Equilo: una mansio tardoantica nell'alto Adriatico / [a cura di] A. Cianciosi. - Prima edizione. - Sesto Fiorentino : All'Insegna del Giglio, 2025. - ISBN 978-88-9285-378-2. - pp. 155-184
I reperti numismatici
M. Baldassarri
2025
Abstract
Gli scavi condotti tra il 2013 e il 2016 ad Equilo (Jesolo) hanno consentito di recuperare 284 reperti numismatici, 274 dei quali sono stati sottoposti a pulizia e restauro. In tutti i casi si tratta di monete di bronzo o in lega di rame, con soltanto un paio di esemplari rispettivamente costituiti da una lega apparentemente più ferrosa e da piombo 1. Tra questi, sono risultati schedabili a livello catalogico, giungen- do all’attribuzione e alla datazione di un lasso temporale di produzione abbastanza circoscritto, poco meno della metà (125 esemplari = 45,6% dei pezzi restaurati), mentre per la parte restante in base alle tracce del tipo (42 = 15,3%) o al dato ponderale e alla dimensione del tondello (82 = 29,9%) è stato possibile definire soltanto il secolo di coniazione o la porzione di esso. Oltre agli elementi non restaurati, sono perciò rimasti senza attribuzione alcuna altri 25 pezzi illeggibili, estremamente frammentari e corrosi, ovvero non misurabili. Il campione numismatico recuperato e così caratterizzato e la qualità della documentazione archeologica realizzata consentono di avanzare diverse considerazioni in merito all’uso e alle possibili cause di immobilizzazione del circo- lante di basso potere liberatorio nel sito.| File | Dimensione | Formato | |
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