Il presente contributo intende indagare la costruzione culturale della tartaruga come animale edibile all’interno della grammatica alimentare della prima età moderna. A partire da uno studio delle carte e delle opere di Ulisse Aldrovandi, l’articolo vuole contribuire a una comprensione più sfaccettata del columbian exchange, evidenziando come oltre alle piante anche gli animali abbiano contribuito a rimodellare l’immaginario naturalistico e gastronomico dell’Europa rinascimentale. Attraverso l’analisi della biblioteca, di fonti manoscritte e a stampa, viene messo in evidenza come Aldrovandi, nell’intento di classificare e “domesticare” una natura ancora percepita come esotica, abbia integrato testimonianze classiche e del Nuovo Mondo con il sapere a lui contemporaneo, proponendo una lettura che intreccia naturalismo, medicina, cultura alimentare e pratiche simboliche. Infine, l’indagine permette di ipotizzare come la dimensione polisemica del consumo di carne di tartaruga propria del Rinascimento italiano costituisca la base dell’immagine di cibo esotico e ricercato che ha caratterizzato i secoli successivi.
Alle origini del pranzo di Babette. Le tartarughe come animali edibili nelle carte di Ulisse Aldrovandi / N. Di Tommaso. - In: ALDROVANDIANA. - ISSN 2974-976X. - 4:2(2025 Dec 19), pp. 29-57. [10.30682/aldro2502b]
Alle origini del pranzo di Babette. Le tartarughe come animali edibili nelle carte di Ulisse Aldrovandi
N. Di Tommaso
2025
Abstract
Il presente contributo intende indagare la costruzione culturale della tartaruga come animale edibile all’interno della grammatica alimentare della prima età moderna. A partire da uno studio delle carte e delle opere di Ulisse Aldrovandi, l’articolo vuole contribuire a una comprensione più sfaccettata del columbian exchange, evidenziando come oltre alle piante anche gli animali abbiano contribuito a rimodellare l’immaginario naturalistico e gastronomico dell’Europa rinascimentale. Attraverso l’analisi della biblioteca, di fonti manoscritte e a stampa, viene messo in evidenza come Aldrovandi, nell’intento di classificare e “domesticare” una natura ancora percepita come esotica, abbia integrato testimonianze classiche e del Nuovo Mondo con il sapere a lui contemporaneo, proponendo una lettura che intreccia naturalismo, medicina, cultura alimentare e pratiche simboliche. Infine, l’indagine permette di ipotizzare come la dimensione polisemica del consumo di carne di tartaruga propria del Rinascimento italiano costituisca la base dell’immagine di cibo esotico e ricercato che ha caratterizzato i secoli successivi.| File | Dimensione | Formato | |
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