Alla fine dell’Ottocento compare nelle cronache della Scuola veterinaria di Milano un chiaro e circostanziato riferimento allo scheletro di un “Cavallo di Napoleone”, conservato nel Museo Anatomico. La fonte più eloquente, il Professor Nicola Lanzillotti-Buonsanti, nel 1891 riporta che questo cavallo fu donato dal Bonaparte al vicerè d’Italia, Eugenio Beauharnais, che morì in Italia e che il suo scheletro venne preparato e montato alla Scuola veterinaria milanese. Un ruolo importante potrebbe aver avuto in questo lavoro il professor Louis Leroy. Le relazioni biografiche ed istituzionali intercorse tra Napoleone, suo figlio adottivo Eugenio e la rinnovata Scuola milanese rendono ampiamente plausibile l’ipotesi che l’anziano cavallo arabo, dopo la morte avvenuta in Brianza, possa essere stato realmente ceduto al professor Leroy e quindi conservato nel primo nucleo di formazione del Museo Anatomico milanese, grazie proprio all’opera dell’anatomista francese. Tuttavia, diversamente da molti altri cavalli attribuiti al Bonaparte, del cavallo della Scuola veterinaria milanese si sono purtroppo conservate pochissime informazioni, che non hanno mai permesso, fino ad oggi, di ricostruirne un’esatta identità storica. Non è stato tramandato nemmeno il nome del cavallo, ma soltanto la sua razza (araba), il collegamento con la Campagna d’Egitto e il riferimento al dono fatto al Beauharnais. Sulla base di date e di riferimenti storici noti e con una parziale opera di analisi delle fonti bibliografiche e dei carteggi contenuti negli archivi storici della Scuola pervenuti fino a noi (c.d. “Faldoni della Veterinaria”), si è cercato di collocare il “Cavallo di Napoleone” della Scuola veterinaria milanese in una finestra cronologica ben definita, ipotizzando gli anni effettivi di nascita e di morte, nonché la sua corrispondenza con cavalli napoleonici storicamente noti. Parallelamente, la sua possibile identificazione con uno degli scheletri equini ancora presenti nella Collezione Anatomica del Museo Veterinario di Milano potrà essere in futuro oggetto di ulteriori indagini.
La storia del Cavallo di Napoleone della Scuola Veterinaria di Milano: analisi delle fonti e nuove ipotesi di identificazione / C. Rinaldi, M. Mariani, M. Mattavelli, S. Modina (FONDAZIONE INIZIATIVE ZOOPROFILATTICHE E ZOOTECNICHE). - In: Atti del 2. Convegno Nazionale : ENPAV / [a cura di] I. Zoccarato. - Prima edizione. - Brescia : Fondazione Iniziative Zooprofilattiche e Zootecniche, 2022 Jul. - ISBN 9788897562313. - pp. 219-239 (( 2. Associazione Italiana storia della medicina veterinaria e della mascalcia Roma 2021.
La storia del Cavallo di Napoleone della Scuola Veterinaria di Milano: analisi delle fonti e nuove ipotesi di identificazione
C. Rinaldi
Co-primo
;M. MarianiCo-primo
;M. Mattavelli;S. Modina
2022
Abstract
Alla fine dell’Ottocento compare nelle cronache della Scuola veterinaria di Milano un chiaro e circostanziato riferimento allo scheletro di un “Cavallo di Napoleone”, conservato nel Museo Anatomico. La fonte più eloquente, il Professor Nicola Lanzillotti-Buonsanti, nel 1891 riporta che questo cavallo fu donato dal Bonaparte al vicerè d’Italia, Eugenio Beauharnais, che morì in Italia e che il suo scheletro venne preparato e montato alla Scuola veterinaria milanese. Un ruolo importante potrebbe aver avuto in questo lavoro il professor Louis Leroy. Le relazioni biografiche ed istituzionali intercorse tra Napoleone, suo figlio adottivo Eugenio e la rinnovata Scuola milanese rendono ampiamente plausibile l’ipotesi che l’anziano cavallo arabo, dopo la morte avvenuta in Brianza, possa essere stato realmente ceduto al professor Leroy e quindi conservato nel primo nucleo di formazione del Museo Anatomico milanese, grazie proprio all’opera dell’anatomista francese. Tuttavia, diversamente da molti altri cavalli attribuiti al Bonaparte, del cavallo della Scuola veterinaria milanese si sono purtroppo conservate pochissime informazioni, che non hanno mai permesso, fino ad oggi, di ricostruirne un’esatta identità storica. Non è stato tramandato nemmeno il nome del cavallo, ma soltanto la sua razza (araba), il collegamento con la Campagna d’Egitto e il riferimento al dono fatto al Beauharnais. Sulla base di date e di riferimenti storici noti e con una parziale opera di analisi delle fonti bibliografiche e dei carteggi contenuti negli archivi storici della Scuola pervenuti fino a noi (c.d. “Faldoni della Veterinaria”), si è cercato di collocare il “Cavallo di Napoleone” della Scuola veterinaria milanese in una finestra cronologica ben definita, ipotizzando gli anni effettivi di nascita e di morte, nonché la sua corrispondenza con cavalli napoleonici storicamente noti. Parallelamente, la sua possibile identificazione con uno degli scheletri equini ancora presenti nella Collezione Anatomica del Museo Veterinario di Milano potrà essere in futuro oggetto di ulteriori indagini.| File | Dimensione | Formato | |
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