Attraverso l’intervento si cercherà di offrire una riflessione sul ruolo della magistratura amministrativa nel sistema politico-istituzionale, concentrandosi sul giudice amministrativo, precipuamente sul piano dell’organizzazione e sulle implicazioni del suo operato sul controllo del potere pubblico. Al centro dell’analisi vi sono i limiti del sindacato giurisdizionale sulle scelte discrezionali dell’amministrazione, il delicato equilibrio tra tutela giurisdizionale effettiva e autonomia dell’azione amministrativa, e la posizione delle magistrature ‘speciali’ rispetto agli altri poteri dello Stato. Il contributo andrà a confrontare la posizione ordinamentale della magistratura amministrativa rispetto alla magistratura contabile. In particolare, per quanto concerne la seconda, si presterà attenzione alle innovazioni introdotte dalla legge n. 1 del 2026, la quale ha delegato il Governo a ridefinire l’organizzazione e le funzioni della Corte dei conti. Tra le novità principali, a fini esemplificativi, figurano l’integrazione delle funzioni consultive, di controllo e giurisdizionali, il rafforzamento degli effetti nomofilattici delle Sezioni riunite, il potenziamento del coordinamento della Procura generale e nuovi strumenti per assicurare uniformità ed efficacia dell’azione requirente. I citati cambiamenti offrono spunti per riflettere sulle conseguenze organizzative della concentrazione delle competenze, sulla gestione dei carichi di lavoro e sulla rotazione tra funzioni. Si presterà particolare attenzione al ruolo del pubblico ministero contabile, quale ruolo peculiare, che permette di riflettere – anche in chiave comparata – su quanto tale ruolo possa influire sull’esercizio dello ius dicere da parte dei giudici contabili. Il confronto tra i due ordini di magistrature evidenzia sia questioni comuni, quali la gestione di funzioni eterogenee, le tensioni tra legalità e discrezionalità, la responsabilità, sia differenze organizzative e procedurali significative. In conclusione, si offriranno alcune riflessioni sulla possibilità di individuare categorie interpretative condivise per le magistrature ‘speciali’ e sui limiti sistematici di tale approccio, nel contesto delle riforme recenti della Corte dei conti, contribuendo al dibattito più ampio sulle trasformazioni del controllo giurisdizionale e istituzionale sull’amministrazione.

La posizione ordinamentale della magistratura contabile rispetto a quella amministrativa, alla luce della recente riforma / M. Bernasconi. Sindacato sul potere pubblico e attivismo giudiziale, di Andrea Averardi Milano 2026.

La posizione ordinamentale della magistratura contabile rispetto a quella amministrativa, alla luce della recente riforma

M. Bernasconi
2026

Abstract

Attraverso l’intervento si cercherà di offrire una riflessione sul ruolo della magistratura amministrativa nel sistema politico-istituzionale, concentrandosi sul giudice amministrativo, precipuamente sul piano dell’organizzazione e sulle implicazioni del suo operato sul controllo del potere pubblico. Al centro dell’analisi vi sono i limiti del sindacato giurisdizionale sulle scelte discrezionali dell’amministrazione, il delicato equilibrio tra tutela giurisdizionale effettiva e autonomia dell’azione amministrativa, e la posizione delle magistrature ‘speciali’ rispetto agli altri poteri dello Stato. Il contributo andrà a confrontare la posizione ordinamentale della magistratura amministrativa rispetto alla magistratura contabile. In particolare, per quanto concerne la seconda, si presterà attenzione alle innovazioni introdotte dalla legge n. 1 del 2026, la quale ha delegato il Governo a ridefinire l’organizzazione e le funzioni della Corte dei conti. Tra le novità principali, a fini esemplificativi, figurano l’integrazione delle funzioni consultive, di controllo e giurisdizionali, il rafforzamento degli effetti nomofilattici delle Sezioni riunite, il potenziamento del coordinamento della Procura generale e nuovi strumenti per assicurare uniformità ed efficacia dell’azione requirente. I citati cambiamenti offrono spunti per riflettere sulle conseguenze organizzative della concentrazione delle competenze, sulla gestione dei carichi di lavoro e sulla rotazione tra funzioni. Si presterà particolare attenzione al ruolo del pubblico ministero contabile, quale ruolo peculiare, che permette di riflettere – anche in chiave comparata – su quanto tale ruolo possa influire sull’esercizio dello ius dicere da parte dei giudici contabili. Il confronto tra i due ordini di magistrature evidenzia sia questioni comuni, quali la gestione di funzioni eterogenee, le tensioni tra legalità e discrezionalità, la responsabilità, sia differenze organizzative e procedurali significative. In conclusione, si offriranno alcune riflessioni sulla possibilità di individuare categorie interpretative condivise per le magistrature ‘speciali’ e sui limiti sistematici di tale approccio, nel contesto delle riforme recenti della Corte dei conti, contribuendo al dibattito più ampio sulle trasformazioni del controllo giurisdizionale e istituzionale sull’amministrazione.
9-feb-2026
Settore GIUR-06/A - Diritto amministrativo e pubblico
La posizione ordinamentale della magistratura contabile rispetto a quella amministrativa, alla luce della recente riforma / M. Bernasconi. Sindacato sul potere pubblico e attivismo giudiziale, di Andrea Averardi Milano 2026.
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