Nella seconda parte si analizza come la sordità di Beethoven, inizialmente parziale, diventi progressivamente totale. Questo peggioramento ha un impatto enorme non solo sulla sua vita professionale, ma soprattutto su quella personale e psicologica. Beethoven è costretto a convivere con una condizione irreversibile, che per un musicista rappresenta una vera tragedia. La perdita dell’udito provoca in Beethoven: profonda sofferenza interiore, isolamento sociale, sentimenti di frustrazione, rabbia e disperazione. Un documento centrale è il Testamento di Heiligenstadt (1802), una lettera ai fratelli in cui il compositore confessa il suo dolore, il desiderio di morire e allo stesso tempo la decisione di continuare a vivere per l’arte. La musica diventa quindi la sua unica ragione di vita. Con l’aggravarsi della sordità, Beethoven è costretto a cambiare il suo modo di comunicare: utilizza quaderni di conversazione, in cui amici e conoscenti scrivono le domande, mentre lui risponde a voce o per iscritto, prova diversi strumenti acustici (antenati delle protesi), che però risultano poco efficaci. Questo rafforza il suo isolamento e il suo carattere diventa sempre più chiuso e scontroso. Nonostante la sordità, Beethoven continua a comporre. La sordità, pur essendo una sofferenza, contribuisce a rendere la sua musica unica e rivoluzionaria, lontana dalle regole tradizionali. Negli ultimi anni Beethoven è completamente sordo, vive in solitudine e con gravi problemi di salute. Tuttavia compone capolavori assoluti, come: le ultime sonate per pianoforte e gli ultimi quartetti per archi, opere considerate tra le più alte espressioni della musica occidentale.

La sordità di di Ludwig van Beethoven : (2a parte) / U. Ambrosetti. - In: GIULIO TARRA. - 131:1(2023 Mar), pp. 19-21.

La sordità di di Ludwig van Beethoven : (2a parte)

U. Ambrosetti
2023

Abstract

Nella seconda parte si analizza come la sordità di Beethoven, inizialmente parziale, diventi progressivamente totale. Questo peggioramento ha un impatto enorme non solo sulla sua vita professionale, ma soprattutto su quella personale e psicologica. Beethoven è costretto a convivere con una condizione irreversibile, che per un musicista rappresenta una vera tragedia. La perdita dell’udito provoca in Beethoven: profonda sofferenza interiore, isolamento sociale, sentimenti di frustrazione, rabbia e disperazione. Un documento centrale è il Testamento di Heiligenstadt (1802), una lettera ai fratelli in cui il compositore confessa il suo dolore, il desiderio di morire e allo stesso tempo la decisione di continuare a vivere per l’arte. La musica diventa quindi la sua unica ragione di vita. Con l’aggravarsi della sordità, Beethoven è costretto a cambiare il suo modo di comunicare: utilizza quaderni di conversazione, in cui amici e conoscenti scrivono le domande, mentre lui risponde a voce o per iscritto, prova diversi strumenti acustici (antenati delle protesi), che però risultano poco efficaci. Questo rafforza il suo isolamento e il suo carattere diventa sempre più chiuso e scontroso. Nonostante la sordità, Beethoven continua a comporre. La sordità, pur essendo una sofferenza, contribuisce a rendere la sua musica unica e rivoluzionaria, lontana dalle regole tradizionali. Negli ultimi anni Beethoven è completamente sordo, vive in solitudine e con gravi problemi di salute. Tuttavia compone capolavori assoluti, come: le ultime sonate per pianoforte e gli ultimi quartetti per archi, opere considerate tra le più alte espressioni della musica occidentale.
musicista; sordità; dolore
Settore MEDS-18/B - Audiologia e foniatria
mar-2023
https://www.pioistitutodeisordi.org/giulio-tarra-n-1-marzo-2023/
Article (author)
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