Il testo riprende l’annosa questione della definizione e identificazione del diritto penale del nemico, nel tentativo di revitalizzare la nozione alla luce dei limiti delle teorie tradizionalmente attestate in dottrina e dell’opportunità di ampliare i margini del controllo di costituzionalità sulle tecniche di incriminazione. Dopo aver dimostrato che in letteratura si fa riferimento a due diverse nozioni di diritto penale del nemico, come sistema penale alternativo o come tecnica legislativa d’eccezione, si evidenziano le lacune di entrambe e si tenta una nuova ricostruzione della categoria muovendo da una nuova concezione della proporzionalità tra reato e pena in senso ampio, tale cioè da ricomprendere il modello di intervento punitivo nel suo complesso dall’incriminazione astratta all’esecuzione penale, passando per le regole processuali ed il procedimento di prevenzione. L’obiettivo è di affermare che soltanto quando la tecnica punitiva supera il limite di proporzionalità e tende alla neutralizzazione del soggetto, piuttosto che ad ampliare la prevenzione in ragione di circostanze di eccezionale pericolosità, si manifesta la deriva verso il nemico, incompatibile con i principi costituzionali dello Stato di diritto. Si cerca, infine, di mostrare in via esemplificativa alcune applicazioni pratiche della nuova nozione all’ordinamento italiano.
Una nuova nozione di diritto penale del nemico : Spunti a partire dai limiti delle teorie tradizionali e dal controllo di proporzionalità sulle tecniche di incriminazione / F. Ferri. - In: DISCRIMEN. - ISSN 2704-6338. - 2025:3(2025 Nov 17), pp. 91-110.
Una nuova nozione di diritto penale del nemico : Spunti a partire dai limiti delle teorie tradizionali e dal controllo di proporzionalità sulle tecniche di incriminazione
F. Ferri
2025
Abstract
Il testo riprende l’annosa questione della definizione e identificazione del diritto penale del nemico, nel tentativo di revitalizzare la nozione alla luce dei limiti delle teorie tradizionalmente attestate in dottrina e dell’opportunità di ampliare i margini del controllo di costituzionalità sulle tecniche di incriminazione. Dopo aver dimostrato che in letteratura si fa riferimento a due diverse nozioni di diritto penale del nemico, come sistema penale alternativo o come tecnica legislativa d’eccezione, si evidenziano le lacune di entrambe e si tenta una nuova ricostruzione della categoria muovendo da una nuova concezione della proporzionalità tra reato e pena in senso ampio, tale cioè da ricomprendere il modello di intervento punitivo nel suo complesso dall’incriminazione astratta all’esecuzione penale, passando per le regole processuali ed il procedimento di prevenzione. L’obiettivo è di affermare che soltanto quando la tecnica punitiva supera il limite di proporzionalità e tende alla neutralizzazione del soggetto, piuttosto che ad ampliare la prevenzione in ragione di circostanze di eccezionale pericolosità, si manifesta la deriva verso il nemico, incompatibile con i principi costituzionali dello Stato di diritto. Si cerca, infine, di mostrare in via esemplificativa alcune applicazioni pratiche della nuova nozione all’ordinamento italiano.| File | Dimensione | Formato | |
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