The practice of changing the designated use of buildings for religious purposes highlights the tensions between religious freedom and public power. Administrative case law on this subject seeks to balance two needs, neither of which can be entirely sacrificed: the exercise of worship, particularly by religious minorities, and the building controls necessary for the good governance of the territory. The established interpretive approach, centered on a concrete assessment of the impact on the urban load, appears prima facieto promote the exercise of worship. Starting from the Seregno case, this article retraces the principles articulated by the Constitutional Court in order to examine how effectively this interpretive framework implements the system of constitutional guarantees. What emerges is still an incomplete protection: the balancing continues to privilege urban-planning requirements, confining worship to the private sphere alone.

La prassi del mutamento di destinazione d’uso di immobili per fini di culto mette in luce le tensioni tra libertà religiosa e poteri pubblici. La giurisprudenza amministrativa in materia tenta di bilanciare due esigenze, nessuna delle quali totalmente sacrificabile: l’esercizio del culto, in particolare da parte delle comunità religiose minoritarie, e il controllo edilizio necessario al buon governo del territorio. L’orientamento interpretativo consolidato, incentrato sulla verifica in concreto dell’impatto del carico urbanistico, pare prima facie promuovere l’esercizio del culto. A partire dal caso di Seregno, il contributo ripercorre i principi enunciati dalla Corte costituzionale per interrogarsi su quanto questa chiave di lettura attui efficacemente il sistema di garanzie costituzionali. Ne emerge una tutela ancora incompleta: il bilanciamento continua a privilegiare le esigenze urbanistiche, confinando il culto alla sola dimensione privata.

La giurisprudenza amministrativa sul cambio di destinazione d’uso per fini di culto (riflessioni a partire dal Consiglio di Stato, sez. III, sent. 9 dicembre 2024, n. 9823) / A. Gad Elrab. - In: STATO, CHIESE E PLURALISMO CONFESSIONALE. - ISSN 1971-8543. - 2026:1(2026 Jan), pp. 51-66. [10.54103/1971-8543/30689]

La giurisprudenza amministrativa sul cambio di destinazione d’uso per fini di culto (riflessioni a partire dal Consiglio di Stato, sez. III, sent. 9 dicembre 2024, n. 9823)

A. Gad Elrab
2026

Abstract

The practice of changing the designated use of buildings for religious purposes highlights the tensions between religious freedom and public power. Administrative case law on this subject seeks to balance two needs, neither of which can be entirely sacrificed: the exercise of worship, particularly by religious minorities, and the building controls necessary for the good governance of the territory. The established interpretive approach, centered on a concrete assessment of the impact on the urban load, appears prima facieto promote the exercise of worship. Starting from the Seregno case, this article retraces the principles articulated by the Constitutional Court in order to examine how effectively this interpretive framework implements the system of constitutional guarantees. What emerges is still an incomplete protection: the balancing continues to privilege urban-planning requirements, confining worship to the private sphere alone.
La prassi del mutamento di destinazione d’uso di immobili per fini di culto mette in luce le tensioni tra libertà religiosa e poteri pubblici. La giurisprudenza amministrativa in materia tenta di bilanciare due esigenze, nessuna delle quali totalmente sacrificabile: l’esercizio del culto, in particolare da parte delle comunità religiose minoritarie, e il controllo edilizio necessario al buon governo del territorio. L’orientamento interpretativo consolidato, incentrato sulla verifica in concreto dell’impatto del carico urbanistico, pare prima facie promuovere l’esercizio del culto. A partire dal caso di Seregno, il contributo ripercorre i principi enunciati dalla Corte costituzionale per interrogarsi su quanto questa chiave di lettura attui efficacemente il sistema di garanzie costituzionali. Ne emerge una tutela ancora incompleta: il bilanciamento continua a privilegiare le esigenze urbanistiche, confinando il culto alla sola dimensione privata.
Religious building; Places of worship; Intended use; Urban planning impact; Private worship; Public worship; Edilizia di culto; Destinazione d’uso; Carico urbanistico; Culto privato; Culto pubblico
Settore GIUR-07/A - Diritto e religione
gen-2026
https://riviste.unimi.it/index.php/statoechiese/article/view/30689
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