L'allevamento ovino e caprino italiano è parte integrante della storia socioculturale del Paese e un patrimonio di biodiversità, con 123 popolazioni riconosciute. Strettamente interconnesse con l’ambiente in cui sono allevate, le razze locali sono uno strumento cruciale per far fronte alle sfide dei cambiamenti climatici. Infatti, la FAO sottolinea l'importanza di caratterizzare tali popolazioni in termini di distribuzione geografica e rischi ambientali, nonché di identificarne i tratti adattativi (“FAO, 2015, Coping with Climate Change, Roma, 34 -35”). A tal fine abbiamo realizzato mappe di caratterizzazione climatica, ambientale e paesaggistica per le popolazioni ovine e caprine allevate in Italia. Lo studio include dati di geolocalizzazione di 1349 aziende caprine (40 razze) e2363 aziende ovine (47 razze) attive ed iscritte ad Associazione Nazionale della Pastorizia (AssoNaPa). Tali dati sono stati confrontati con mappe pubbliche relative a ecosistemi, uso e copertura del suolo, tipi fisiografici, valore naturalistico-culturale e rischio idrogeologico (fonte: ISPRA) e sismico(fonte: Dipartimento della Protezione Civile) del territorio italiano. Temperatura, temperature-humidity index (THI) e frequenza e intensità delle ondate di calore sono state calcolate per le estati dal 1950 al 2022 a partire dal dataset pubblico ERA-5-Land (Copernicus Climate Change Service). La caratterizzazione del paesaggio circostante gli allevamenti ovicaprini italiani ha evidenziato che il 75% si localizza in territori ad uso agricolo o forestale. Le aziende caprine si trovano prevalentemente in aree montuose (52%), mentre quelle ovine sia in aree montuose (38%, soprattutto al Nord) che collinari (31%, soprattutto al Sud). Una parte rilevante degli areali di allevamento è ad elevato pericolo di frana(21% ovini, 19% caprini), mentre il rischio alluvionale è più contenuto (8% e 9%). Particolare attenzione va posta al rischio sismico, poiché elevato in quasi la metà delle popolazioni studiate. I dati climatici indicano un drastico aumento delle temperature estive (in media + 0.02°C/anno), del THI (+ 0.04/anno) e delle ondate di calore (+0.09 giorni/anno), soprattutto negli ultimi tre decenni. Le razze del Centro -Nord Italia sono particolarmente interessate da questi cambiamenti, mentre Sud e isole, seppur mediamente più calde, hanno mantenuto una certa stabilità climatica. Questo studio descrive la distribuzione delle razze italiane di piccoli ruminanti e le caratteristiche paesaggistiche e climatiche degli areali in cui sono allevate. Le informazioni climatiche e di rischio ambientale sono cruciali per lo sviluppo di strategie di gestione che valorizzino e salvaguardino le risorse animali e ambientali italiane, facilitando la coesistenza armoniosa tra allevamento, salute degli ecosistemi e preservazione della biodiversità. Ringraziamenti: si ringrazia l’Ufficio Centrale di AssoNaPa per i dati relativi agli allevamenti.
Caratterizzazione climatica, ambientale e paesaggistica delle popolazioni ovine e caprine italiane / A. Bionda, M. Cortellari, A. Negro, P. Crepaldi - In: Quaderni di Zooprofilassi / [a cura di] A. Bosco, G. Saralli, A. Scala, A. Di Egidio. - [s.l] : SIPAOC, 2025 Sep. - ISBN 9788894633122. - pp. 51-51 (( 25. Congresso Nazionale S.I.P.A.O.C. Sassari 2024.
Caratterizzazione climatica, ambientale e paesaggistica delle popolazioni ovine e caprine italiane
A. Bionda;M. Cortellari;A. Negro;P. Crepaldi
2025
Abstract
L'allevamento ovino e caprino italiano è parte integrante della storia socioculturale del Paese e un patrimonio di biodiversità, con 123 popolazioni riconosciute. Strettamente interconnesse con l’ambiente in cui sono allevate, le razze locali sono uno strumento cruciale per far fronte alle sfide dei cambiamenti climatici. Infatti, la FAO sottolinea l'importanza di caratterizzare tali popolazioni in termini di distribuzione geografica e rischi ambientali, nonché di identificarne i tratti adattativi (“FAO, 2015, Coping with Climate Change, Roma, 34 -35”). A tal fine abbiamo realizzato mappe di caratterizzazione climatica, ambientale e paesaggistica per le popolazioni ovine e caprine allevate in Italia. Lo studio include dati di geolocalizzazione di 1349 aziende caprine (40 razze) e2363 aziende ovine (47 razze) attive ed iscritte ad Associazione Nazionale della Pastorizia (AssoNaPa). Tali dati sono stati confrontati con mappe pubbliche relative a ecosistemi, uso e copertura del suolo, tipi fisiografici, valore naturalistico-culturale e rischio idrogeologico (fonte: ISPRA) e sismico(fonte: Dipartimento della Protezione Civile) del territorio italiano. Temperatura, temperature-humidity index (THI) e frequenza e intensità delle ondate di calore sono state calcolate per le estati dal 1950 al 2022 a partire dal dataset pubblico ERA-5-Land (Copernicus Climate Change Service). La caratterizzazione del paesaggio circostante gli allevamenti ovicaprini italiani ha evidenziato che il 75% si localizza in territori ad uso agricolo o forestale. Le aziende caprine si trovano prevalentemente in aree montuose (52%), mentre quelle ovine sia in aree montuose (38%, soprattutto al Nord) che collinari (31%, soprattutto al Sud). Una parte rilevante degli areali di allevamento è ad elevato pericolo di frana(21% ovini, 19% caprini), mentre il rischio alluvionale è più contenuto (8% e 9%). Particolare attenzione va posta al rischio sismico, poiché elevato in quasi la metà delle popolazioni studiate. I dati climatici indicano un drastico aumento delle temperature estive (in media + 0.02°C/anno), del THI (+ 0.04/anno) e delle ondate di calore (+0.09 giorni/anno), soprattutto negli ultimi tre decenni. Le razze del Centro -Nord Italia sono particolarmente interessate da questi cambiamenti, mentre Sud e isole, seppur mediamente più calde, hanno mantenuto una certa stabilità climatica. Questo studio descrive la distribuzione delle razze italiane di piccoli ruminanti e le caratteristiche paesaggistiche e climatiche degli areali in cui sono allevate. Le informazioni climatiche e di rischio ambientale sono cruciali per lo sviluppo di strategie di gestione che valorizzino e salvaguardino le risorse animali e ambientali italiane, facilitando la coesistenza armoniosa tra allevamento, salute degli ecosistemi e preservazione della biodiversità. Ringraziamenti: si ringrazia l’Ufficio Centrale di AssoNaPa per i dati relativi agli allevamenti.| File | Dimensione | Formato | |
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