This article argues that AI-based targeted advertising practices that entrench structural exclusion of vulnerable groups from opportunities, warrant collective redress mechanisms. It draws on two recent cases concerning the ad targeting al- gorithm of Meta. In Beaulieu v. Facebook, the Quebec Court of Appeal autho- rised a class action, reading common issues and group membership expansive- ly to reflect the systemic nature and opacity of ad-delivery algorithms. In Global Witness & Clara Wichmann v. Meta, a public interest case brought by non-gov- ernmental organisations, the Netherlands Institute of Human Rights decided that Meta’s ad system amounted to indirect gender discrimination in the provi- sion of services. Together, these decisions illustrate how representative or public- interest procedures can address diffuse, often invisible harms. Building on les- sons from the cases, the article proposes that empowering equality bodies and extending collective redress in the EU could be a way forward to tackle algorith- mic bias at scale.

Questo articolo sostiene che le pratiche di pubblicità mirata basate sull’intelligen- za artificiale, che consolidano l’esclusione strutturale dei gruppi vulnerabili dal- le opportunità, giustificano meccanismi di risarcimento collettivo. Si basa su due casi recenti riguardanti l’algoritmo di targeting pubblicitario di Meta. Nel caso Beaulieu v. Facebook, la Corte d’appello del Quebec ha autorizzato un’azione col- lettiva, interpretando in modo estensivo le questioni comuni e l’appartenenza al gruppo, per riflettere la natura sistemica e l’opacità degli algoritmi di distribu- zione degli annunci pubblicitari. Nel caso Global Witness & Clara Wichmann c. Meta, una causa di interesse pubblico intentata da organizzazioni non governa- tive, lo Netherlands Institute of Human Rights ha deciso che il sistema pubbli- citario di Meta costituiva una discriminazione indiretta di genere nella fornitura di servizi. Insieme, queste decisioni illustrano come le procedure rappresentative o di interesse pubblico possano affrontare danni diffusi e spesso invisibili. Sulla base degli insegnamenti tratti dai casi, l’articolo propone che il rafforzamento de- gli organismi per la parità e l’estensione del ricorso collettivo nell’UE potrebbe- ro essere una via da seguire per affrontare la distorsione algoritmica su larga scala.

Danni sistemici, risarcimento collettivo: il caso della discriminazione algoritmica attraverso la pubblicità mirata / M.A. WÓJCIK-SUFFIA. - In: CIBERSPAZIO E DIRITTO. - ISSN 1591-9544. - 26:2(2025), pp. 195-218.

Danni sistemici, risarcimento collettivo: il caso della discriminazione algoritmica attraverso la pubblicità mirata

M.A. WÓJCIK-SUFFIA
2025

Abstract

This article argues that AI-based targeted advertising practices that entrench structural exclusion of vulnerable groups from opportunities, warrant collective redress mechanisms. It draws on two recent cases concerning the ad targeting al- gorithm of Meta. In Beaulieu v. Facebook, the Quebec Court of Appeal autho- rised a class action, reading common issues and group membership expansive- ly to reflect the systemic nature and opacity of ad-delivery algorithms. In Global Witness & Clara Wichmann v. Meta, a public interest case brought by non-gov- ernmental organisations, the Netherlands Institute of Human Rights decided that Meta’s ad system amounted to indirect gender discrimination in the provi- sion of services. Together, these decisions illustrate how representative or public- interest procedures can address diffuse, often invisible harms. Building on les- sons from the cases, the article proposes that empowering equality bodies and extending collective redress in the EU could be a way forward to tackle algorith- mic bias at scale.
Questo articolo sostiene che le pratiche di pubblicità mirata basate sull’intelligen- za artificiale, che consolidano l’esclusione strutturale dei gruppi vulnerabili dal- le opportunità, giustificano meccanismi di risarcimento collettivo. Si basa su due casi recenti riguardanti l’algoritmo di targeting pubblicitario di Meta. Nel caso Beaulieu v. Facebook, la Corte d’appello del Quebec ha autorizzato un’azione col- lettiva, interpretando in modo estensivo le questioni comuni e l’appartenenza al gruppo, per riflettere la natura sistemica e l’opacità degli algoritmi di distribu- zione degli annunci pubblicitari. Nel caso Global Witness & Clara Wichmann c. Meta, una causa di interesse pubblico intentata da organizzazioni non governa- tive, lo Netherlands Institute of Human Rights ha deciso che il sistema pubbli- citario di Meta costituiva una discriminazione indiretta di genere nella fornitura di servizi. Insieme, queste decisioni illustrano come le procedure rappresentative o di interesse pubblico possano affrontare danni diffusi e spesso invisibili. Sulla base degli insegnamenti tratti dai casi, l’articolo propone che il rafforzamento de- gli organismi per la parità e l’estensione del ricorso collettivo nell’UE potrebbe- ro essere una via da seguire per affrontare la distorsione algoritmica su larga scala.
Systemic Harms, Collective Redress: The Case of Algorithmic Discrimination by Targeted Advertising
Settore GIUR-17/A - Filosofia del diritto
2025
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