Il contributo analizza la partecipazione femminile alle Commissioni permanenti Igiene e Sanità della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica tra il 1968 e il 1983, interrogandosi sul ruolo effettivamente svolto dalle parlamentari in un ambito tradizionalmente considerato “minore” ma in realtà centrale nei processi di riforma dello Stato sociale italiano. Attraverso un’analisi prosopografica delle commissarie – condotta su dati anagrafici, formativi, professionali e politici – lo studio mette in luce una presenza femminile percentualmente significativa rispetto alla media parlamentare dell’epoca, nonché una partecipazione tutt’altro che marginale ai lavori delle Commissioni. L’indagine evidenzia come le donne, provenienti in larga parte dal PCI e dalla DC, con un’elevata scolarizzazione e una forte rappresentanza di insegnanti e professioniste sanitarie, abbiano svolto un ruolo rilevante sia sul piano quantitativo sia qualitativo, ricoprendo incarichi di responsabilità negli uffici di presidenza e assumendo frequentemente il ruolo di relatrici su provvedimenti centrali. Le Commissioni Igiene e Sanità emergono così come luoghi privilegiati di protagonismo femminile, in cui si definiscono snodi cruciali della politica sociale italiana, dalla nascita del Servizio sanitario nazionale alla riforma psichiatrica e alla legislazione sull’interruzione volontaria di gravidanza. Lo studio contribuisce a ridefinire il rapporto tra genere e rappresentanza parlamentare, mostrando come, in un settore ritenuto periferico, le donne abbiano esercitato un’influenza politica significativa e continuativa.
La partecipazione femminile nelle Commissioni Igiene e Sanità (1968-1983) / S. Bonetti. Il Parlamento nell'Italia repubblicana. Organizzazione, prassi e dinamiche politiche (1968-1994) : 25-26 settembre Roma 2025.
La partecipazione femminile nelle Commissioni Igiene e Sanità (1968-1983)
S. Bonetti
Primo
2025
Abstract
Il contributo analizza la partecipazione femminile alle Commissioni permanenti Igiene e Sanità della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica tra il 1968 e il 1983, interrogandosi sul ruolo effettivamente svolto dalle parlamentari in un ambito tradizionalmente considerato “minore” ma in realtà centrale nei processi di riforma dello Stato sociale italiano. Attraverso un’analisi prosopografica delle commissarie – condotta su dati anagrafici, formativi, professionali e politici – lo studio mette in luce una presenza femminile percentualmente significativa rispetto alla media parlamentare dell’epoca, nonché una partecipazione tutt’altro che marginale ai lavori delle Commissioni. L’indagine evidenzia come le donne, provenienti in larga parte dal PCI e dalla DC, con un’elevata scolarizzazione e una forte rappresentanza di insegnanti e professioniste sanitarie, abbiano svolto un ruolo rilevante sia sul piano quantitativo sia qualitativo, ricoprendo incarichi di responsabilità negli uffici di presidenza e assumendo frequentemente il ruolo di relatrici su provvedimenti centrali. Le Commissioni Igiene e Sanità emergono così come luoghi privilegiati di protagonismo femminile, in cui si definiscono snodi cruciali della politica sociale italiana, dalla nascita del Servizio sanitario nazionale alla riforma psichiatrica e alla legislazione sull’interruzione volontaria di gravidanza. Lo studio contribuisce a ridefinire il rapporto tra genere e rappresentanza parlamentare, mostrando come, in un settore ritenuto periferico, le donne abbiano esercitato un’influenza politica significativa e continuativa.| File | Dimensione | Formato | |
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