Il sistema uditivo non solo permette di sentire, ma è integrato con molte aree cerebrali, costituendo un hub di fondamentale importanza nello sviluppo umano. L’orecchio interno inizia a funzionare dal IV-V mese di gravidanza ed è l’unico organo di senso che non ha mai pause di recupero durante tutta la vita! Queste premesse sono fondamentali per comprendere l’importanza che l’orecchio ha avuto nello sviluppo della razza umana e che ha nell’uomo dalla nascita all’ultimo istante di vita. L’esposizione prolungata ad un suono d’intensità maggiore di 85 dBA provoca un danno irreversibile che si caratterizza per lesioni anatomiche delle cellule sensoriali della coclea con conseguente sordità ed acufeni. In questo scritto verrà esposto come l’energia sonora possa fornire all’uomo informazioni sull’ambiente circostante, influisca sulla percezione di messaggi verbali e di suoni finalizzati alla comunicazione e alla percezione musicale. La musica nell’evoluzione umana è stata utilizzata in ogni etnia e cultura; essa riveste significati importanti per l’essere umano, ancora oggetto di discussione. Essa evoca differenti emozioni, facilita la meditazione e la preghiera, crea divertimento e aggregazione, agisce come elemento di stimolo in situazioni di pericolo e stress, catalizza l’identità nazionale, sprona alla battaglia, caratterizza movimenti ideologici. Agisce nel contesto non verbale e ha un’ampia capacità di raggiungere direttamente il soggetto, caratteristica sfruttabile in ambito terapeutico. Il cervello musicale coinvolge anche il sistema limbico, importante per le emozioni, il sesso, la fame. La musica, tramite il sistema limbico, agisce come una ricompensa. Certa musica elettronica può, tuttavia, indurre comportamenti pericolosi: volumi sonori molto elevati, eccesso di frequenze gravi, ritmo perfetto e ossessivo prodotto elettronicamente può facilitare lo sballo. Le informazioni provenienti dall’ambiente circostante possono creare reazioni d’allarme con finalità positiva per la sopravvivenza, ma se la frequenza è ripetuta o protratta troppo a lungo, come nell’ambiente di lavoro o in altre situazioni, possono risultare dannose. Alcuni individui, quando percepiscono certi suoni considerati comuni, mostrano irritazione, tensione, ansia o paura, altri invece non sopportano i suoni tollerati dalla maggior parte delle persone, si parla in questo caso di intolleranza al suono (DST). L’attuale dilagante abuso di dispositivi personali per ascoltare la musica può risultare pericolosa, e l’OMS nel 2021 ha emanato un documento (World Report on Hearing) affermando che questi dispositivi, per non arrecare danni permanenti, devono avere un limite di utilizzo settimanale di 40 ore con un’intensità media di 80 dB.

Effetti extrauditivi dell'energia sonora / U. Ambrosetti (MUSICAL-MENTE). - In: Voci e Suoni di dentro e di fuori / [a cura di] U. Ambrosetti, F. Facchin. - Prima edizione. - Roma : Armando Editore, 2026. - ISBN 979-12-5984-939-7. - pp. 18-35 (( Voci e Suoni di dentro e di fuori Padova 2022.

Effetti extrauditivi dell'energia sonora

U. Ambrosetti
2026

Abstract

Il sistema uditivo non solo permette di sentire, ma è integrato con molte aree cerebrali, costituendo un hub di fondamentale importanza nello sviluppo umano. L’orecchio interno inizia a funzionare dal IV-V mese di gravidanza ed è l’unico organo di senso che non ha mai pause di recupero durante tutta la vita! Queste premesse sono fondamentali per comprendere l’importanza che l’orecchio ha avuto nello sviluppo della razza umana e che ha nell’uomo dalla nascita all’ultimo istante di vita. L’esposizione prolungata ad un suono d’intensità maggiore di 85 dBA provoca un danno irreversibile che si caratterizza per lesioni anatomiche delle cellule sensoriali della coclea con conseguente sordità ed acufeni. In questo scritto verrà esposto come l’energia sonora possa fornire all’uomo informazioni sull’ambiente circostante, influisca sulla percezione di messaggi verbali e di suoni finalizzati alla comunicazione e alla percezione musicale. La musica nell’evoluzione umana è stata utilizzata in ogni etnia e cultura; essa riveste significati importanti per l’essere umano, ancora oggetto di discussione. Essa evoca differenti emozioni, facilita la meditazione e la preghiera, crea divertimento e aggregazione, agisce come elemento di stimolo in situazioni di pericolo e stress, catalizza l’identità nazionale, sprona alla battaglia, caratterizza movimenti ideologici. Agisce nel contesto non verbale e ha un’ampia capacità di raggiungere direttamente il soggetto, caratteristica sfruttabile in ambito terapeutico. Il cervello musicale coinvolge anche il sistema limbico, importante per le emozioni, il sesso, la fame. La musica, tramite il sistema limbico, agisce come una ricompensa. Certa musica elettronica può, tuttavia, indurre comportamenti pericolosi: volumi sonori molto elevati, eccesso di frequenze gravi, ritmo perfetto e ossessivo prodotto elettronicamente può facilitare lo sballo. Le informazioni provenienti dall’ambiente circostante possono creare reazioni d’allarme con finalità positiva per la sopravvivenza, ma se la frequenza è ripetuta o protratta troppo a lungo, come nell’ambiente di lavoro o in altre situazioni, possono risultare dannose. Alcuni individui, quando percepiscono certi suoni considerati comuni, mostrano irritazione, tensione, ansia o paura, altri invece non sopportano i suoni tollerati dalla maggior parte delle persone, si parla in questo caso di intolleranza al suono (DST). L’attuale dilagante abuso di dispositivi personali per ascoltare la musica può risultare pericolosa, e l’OMS nel 2021 ha emanato un documento (World Report on Hearing) affermando che questi dispositivi, per non arrecare danni permanenti, devono avere un limite di utilizzo settimanale di 40 ore con un’intensità media di 80 dB.
Sistema uditivo; ipoacusia da rumore; musica; intolleranza al suono (DST)
Settore MEDS-18/B - Audiologia e foniatria
2026
Associazione Umanità in Musica Padova
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/2434/1209876
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