Negli ultimi anni, gli accordi internazionali conclusi dall’Unione escludono sempre più spesso che le disposizioni convenzionali possano attribuire diritti ai singoli, anche quando sono intese a regolare la condotta dei privati. Se è chiaro che questa prassi vuole rimarcare che gli impegni convenzionali sono assunti a livello di parti contraenti e dunque sono regolati dal diritto internazionale, è altrettanto innegabile che il rispetto degli obblighi che la UE assume nei confronti delle altre parti contraenti richiede spesso una condotta specifica, consistente nell’adozione di atti per regolare la condotta dei privati o degli organi pubblici nel senso voluto dall’accordo internazionale. Ciò porta a interrogarsi sul modo in cui la UE attua i propri obblighi internazionali. Si tratta di una questione tipica del diritto internazionale, che tradizionalmente rientra nel concetto di adattamento del diritto interno al diritto internazionale e che porta con sé ulteriori temi, quali le tecniche di adattamento, la posizione del diritto internazionale nella gerarchia delle fonti, i criteri ermeneutici da usare per evitare o risolvere i conflitti tra fonti. La Convenzione di Aarhus sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale del 1998, è un utile caso studio per indagare le tecniche di adattamento che l’Unione impiegate, nonché per valutare se l’interpretazione degli atti di diritto derivato tiene conto dell’origine internazionale e convenzionale della disciplina.
La Convenzione di Aarhus del 1998 e l'attuazione nell'Unione europea / A. Lang. - In: QUADERNI AISDUE. - ISSN 2975-2698. - 2025:2(2025), pp. 201-234.
La Convenzione di Aarhus del 1998 e l'attuazione nell'Unione europea
A. Lang
2025
Abstract
Negli ultimi anni, gli accordi internazionali conclusi dall’Unione escludono sempre più spesso che le disposizioni convenzionali possano attribuire diritti ai singoli, anche quando sono intese a regolare la condotta dei privati. Se è chiaro che questa prassi vuole rimarcare che gli impegni convenzionali sono assunti a livello di parti contraenti e dunque sono regolati dal diritto internazionale, è altrettanto innegabile che il rispetto degli obblighi che la UE assume nei confronti delle altre parti contraenti richiede spesso una condotta specifica, consistente nell’adozione di atti per regolare la condotta dei privati o degli organi pubblici nel senso voluto dall’accordo internazionale. Ciò porta a interrogarsi sul modo in cui la UE attua i propri obblighi internazionali. Si tratta di una questione tipica del diritto internazionale, che tradizionalmente rientra nel concetto di adattamento del diritto interno al diritto internazionale e che porta con sé ulteriori temi, quali le tecniche di adattamento, la posizione del diritto internazionale nella gerarchia delle fonti, i criteri ermeneutici da usare per evitare o risolvere i conflitti tra fonti. La Convenzione di Aarhus sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale del 1998, è un utile caso studio per indagare le tecniche di adattamento che l’Unione impiegate, nonché per valutare se l’interpretazione degli atti di diritto derivato tiene conto dell’origine internazionale e convenzionale della disciplina.| File | Dimensione | Formato | |
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