Il saggio riflette criticamente sulla trasformazione delle pratiche di comunicazione storica nell’ecosistema digitale contemporaneo, interrogando il rapporto tra Public History, nuovi media e costruzione di senso. Muovendo dalla constatazione di una crescente domanda pubblica di storia, l’articolo analizza le opportunità e le ambivalenze offerte dalle piattaforme digitali — social network, YouTube, podcast, musei virtuali — evidenziando il rischio di semplificazione, spettacolarizzazione e mercificazione del passato, ma anche le potenzialità di accesso, partecipazione e dialogo con pubblici plurali. Il contributo propone di intendere la Public History non come mera divulgazione, bensì come postura epistemologica e pratica relazionale, fondata sulla co–costruzione del sapere storico e sulla responsabilità narrativa dello storico nello spazio pubblico. In questa prospettiva, la dimensione digitale non costituisce una disciplina autonoma, ma una declinazione situata della Public History, chiamata a confrontarsi con le logiche mediali, algoritmiche e politiche del presente, senza rinunciare alla complessità e al rigore storiografico.
Public History, nuovi media, pratiche di senso. Ripensare la narrazione storica nell’ecosistema digitale / G. Bassi. - In: FARE STORIA. - ISSN 2612-7164. - 6:2(2024), pp. 7-17.
Public History, nuovi media, pratiche di senso. Ripensare la narrazione storica nell’ecosistema digitale
G. Bassi
2024
Abstract
Il saggio riflette criticamente sulla trasformazione delle pratiche di comunicazione storica nell’ecosistema digitale contemporaneo, interrogando il rapporto tra Public History, nuovi media e costruzione di senso. Muovendo dalla constatazione di una crescente domanda pubblica di storia, l’articolo analizza le opportunità e le ambivalenze offerte dalle piattaforme digitali — social network, YouTube, podcast, musei virtuali — evidenziando il rischio di semplificazione, spettacolarizzazione e mercificazione del passato, ma anche le potenzialità di accesso, partecipazione e dialogo con pubblici plurali. Il contributo propone di intendere la Public History non come mera divulgazione, bensì come postura epistemologica e pratica relazionale, fondata sulla co–costruzione del sapere storico e sulla responsabilità narrativa dello storico nello spazio pubblico. In questa prospettiva, la dimensione digitale non costituisce una disciplina autonoma, ma una declinazione situata della Public History, chiamata a confrontarsi con le logiche mediali, algoritmiche e politiche del presente, senza rinunciare alla complessità e al rigore storiografico.| File | Dimensione | Formato | |
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