Il saggio indaga il ruolo del tempo di lavoro quale presidio di salute e dignità, in un contesto in cui la flessibilità rischia di dissolvere i confini della protezione. La riflessione si concentra sui time-less workers– figure emergenti nel diritto del lavoro contemporaneo, caratterizzate dall’assenza di orari predeterminati e da un’elevata autonomia – per ricercare il significato e le forme delle tutele in scenari segnati dalla digitalizzazione e dalla crescente frammentazione organizzativa. In questa prospettiva, il tempo non è mera variabile gestionale, ma fattore critico di rischio e risorsa sociale, capace di orientare la sostenibilità dei modelli produttivi. L’analisi si sviluppa lungo tre direttrici: i modelli organizzativi di gestione di cui all’art. 30 del d.lgs. n. 81/2008; l’asseverazione come strumento di controllo sociale partecipato; il paradigma del risk-based thinking quale fondamento di una prevenzione proattiva. La partecipazione dei lavoratori – rafforzata dalla recente legge n. 76/2025 – è riletta come funzione di co-progettazione, mentre l’autonomia contrattuale collettiva deve proporsi come sede di regolazione del tempo e della salute dei lavoratori, anche servendosi di prassi virtuose di impresa. La sfida è governare la flessibilità senza sacrificare la dignità, restituendo al tempo di lavoro la sua funzione protettiva e relazionale. Lo studio, infine, delinea una Diritto della Sicurezza sul Lavoro 237 traiettoria evolutiva del diritto della sicurezza del lavoro, orientata all’inclusione delle nuove soggettività e alla costruzione di un sistema di tutele fondato sulla corresponsabilità e sull’effettività.
Tempi di lavoro e salute: prevenzione, partecipazione e contrattazione collettiva dei “time-less workers” / M. Squeglia. - In: DIRITTO DELLA SICUREZZA SUL LAVORO. - ISSN 2531-4289. - 2025:2(2025 Dec 09), pp. 205-237. [10.14276/2531-4289.5478]
Tempi di lavoro e salute: prevenzione, partecipazione e contrattazione collettiva dei “time-less workers”
M. Squeglia
2025
Abstract
Il saggio indaga il ruolo del tempo di lavoro quale presidio di salute e dignità, in un contesto in cui la flessibilità rischia di dissolvere i confini della protezione. La riflessione si concentra sui time-less workers– figure emergenti nel diritto del lavoro contemporaneo, caratterizzate dall’assenza di orari predeterminati e da un’elevata autonomia – per ricercare il significato e le forme delle tutele in scenari segnati dalla digitalizzazione e dalla crescente frammentazione organizzativa. In questa prospettiva, il tempo non è mera variabile gestionale, ma fattore critico di rischio e risorsa sociale, capace di orientare la sostenibilità dei modelli produttivi. L’analisi si sviluppa lungo tre direttrici: i modelli organizzativi di gestione di cui all’art. 30 del d.lgs. n. 81/2008; l’asseverazione come strumento di controllo sociale partecipato; il paradigma del risk-based thinking quale fondamento di una prevenzione proattiva. La partecipazione dei lavoratori – rafforzata dalla recente legge n. 76/2025 – è riletta come funzione di co-progettazione, mentre l’autonomia contrattuale collettiva deve proporsi come sede di regolazione del tempo e della salute dei lavoratori, anche servendosi di prassi virtuose di impresa. La sfida è governare la flessibilità senza sacrificare la dignità, restituendo al tempo di lavoro la sua funzione protettiva e relazionale. Lo studio, infine, delinea una Diritto della Sicurezza sul Lavoro 237 traiettoria evolutiva del diritto della sicurezza del lavoro, orientata all’inclusione delle nuove soggettività e alla costruzione di un sistema di tutele fondato sulla corresponsabilità e sull’effettività.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
(1)DSL2_2025-squeglia.pdf
accesso aperto
Tipologia:
Publisher's version/PDF
Licenza:
Creative commons
Dimensione
352.06 kB
Formato
Adobe PDF
|
352.06 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
Pubblicazioni consigliate
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.




