For Philip Roth’s Italian readers, Vincenzo Mantovani –thanks to his eighteen translations, which almost make him Roth’s sole interpreter since the rediscovery of American Pastoral (published in Italy in 1998) – is practically a synonym of the American novelist’s voice in the peninsula. Roth’s Italian wide success has produced a keen critical attention, much diversified in its methods, goals, and language (see Masiero, Simonetti, Manera Sambuy, Samerini, to name just a few). A study of Mantovani’s huge and fascinating archive allows us today to gauge from an unusual point of view the American master’s inevitable and irresistible rise, intersecting chronology (Mantovani, his peer, faithfully followed and reviewed Roth’s literary career from the 1960s) and authorship. Roth’s novels, then, become part of a larger critical activity – a sixty-year uninterrupted arc of professional reading of majestic proportions, within which Roth’s ‘Italian’ voice intersects other dimensions of the Anglo-American 20th- and 21st-century novel – from canonized classics such as Hemingway, Faulkner and Henry Miller, to post-WWII contemporary masters (Vonnegut, Bellow, Malamud, Rushdie), to underappreciated novelists (Gaddis), as well as other major figures of American fiction (Richard Ford, Louise Erdrich). A translator-writer-critic – Mantovani – who rendered Roth successfully into Italian within the context of a much wider intercultural dialogue.

Per il pubblico dei lettori italiani di Philip Roth, Vincenzo Mantovani – con diciotto volumi tradotti, quasi in esclusiva a partire dalla “rinascita” rappresentata da Pastorale americana (1998) – è pressoché sinonimo della voce nella penisola del romanziere americano. Questo largo successo è stato molto per tempo accompagnato da un’attenzione critica assai diversificata nel metodo, negli obiettivi e nel linguaggio (Masiero, Simonetti, Manera Sambuy, Samerini per fare solo alcuni nomi). Una perlustrazione del maestoso archivio del suo più prolifico traduttore consente di approfondire da un punto di vista sino ad oggi insolito l’inevitabile e irresistibile ascesa del grande scrittore statunitense con un taglio largo sia cronologico – documentando la lunga fedeltà del traduttore-intellettuale, che segue il suo coetaneo, e ne scrive, sin dagli anni Sessanta – sia autoriale, nel contesto di un impegno critico e di lettura sessantennale quasi “principesco” per qualità, e all’interno del quale la voce “italiana” di Roth interagisce con altre dimensioni del romanzo angloamericano novecentesco e duemillesco, dai grandi classici (Hemingway, Faulkner, Henry Miller), a maestri contemporanei (Vonnegut, Bellow, Malamud, Rushdie), a scrittori sottovalutati (Gaddis), ad altri nomi del firmamento narrativo d’oltreoceano (Richard Ford, Louise Erdrich). Un traduttore-scrittore-critico, Mantovani, che ha volto con successo in italiano Roth nell’ambito di un’operazione assai più ampia di dialogo interculturale.

Il successo italiano di Philip Roth nell’officina traduttiva di Vincenzo Mantovani / M. Marazzi. - In: ALTRE MODERNITÀ. - ISSN 2035-7680. - 34:(2025 Nov 30), pp. 106-118. [10.54103/2035-7680/30169]

Il successo italiano di Philip Roth nell’officina traduttiva di Vincenzo Mantovani

M. Marazzi
2025

Abstract

For Philip Roth’s Italian readers, Vincenzo Mantovani –thanks to his eighteen translations, which almost make him Roth’s sole interpreter since the rediscovery of American Pastoral (published in Italy in 1998) – is practically a synonym of the American novelist’s voice in the peninsula. Roth’s Italian wide success has produced a keen critical attention, much diversified in its methods, goals, and language (see Masiero, Simonetti, Manera Sambuy, Samerini, to name just a few). A study of Mantovani’s huge and fascinating archive allows us today to gauge from an unusual point of view the American master’s inevitable and irresistible rise, intersecting chronology (Mantovani, his peer, faithfully followed and reviewed Roth’s literary career from the 1960s) and authorship. Roth’s novels, then, become part of a larger critical activity – a sixty-year uninterrupted arc of professional reading of majestic proportions, within which Roth’s ‘Italian’ voice intersects other dimensions of the Anglo-American 20th- and 21st-century novel – from canonized classics such as Hemingway, Faulkner and Henry Miller, to post-WWII contemporary masters (Vonnegut, Bellow, Malamud, Rushdie), to underappreciated novelists (Gaddis), as well as other major figures of American fiction (Richard Ford, Louise Erdrich). A translator-writer-critic – Mantovani – who rendered Roth successfully into Italian within the context of a much wider intercultural dialogue.
Per il pubblico dei lettori italiani di Philip Roth, Vincenzo Mantovani – con diciotto volumi tradotti, quasi in esclusiva a partire dalla “rinascita” rappresentata da Pastorale americana (1998) – è pressoché sinonimo della voce nella penisola del romanziere americano. Questo largo successo è stato molto per tempo accompagnato da un’attenzione critica assai diversificata nel metodo, negli obiettivi e nel linguaggio (Masiero, Simonetti, Manera Sambuy, Samerini per fare solo alcuni nomi). Una perlustrazione del maestoso archivio del suo più prolifico traduttore consente di approfondire da un punto di vista sino ad oggi insolito l’inevitabile e irresistibile ascesa del grande scrittore statunitense con un taglio largo sia cronologico – documentando la lunga fedeltà del traduttore-intellettuale, che segue il suo coetaneo, e ne scrive, sin dagli anni Sessanta – sia autoriale, nel contesto di un impegno critico e di lettura sessantennale quasi “principesco” per qualità, e all’interno del quale la voce “italiana” di Roth interagisce con altre dimensioni del romanzo angloamericano novecentesco e duemillesco, dai grandi classici (Hemingway, Faulkner, Henry Miller), a maestri contemporanei (Vonnegut, Bellow, Malamud, Rushdie), a scrittori sottovalutati (Gaddis), ad altri nomi del firmamento narrativo d’oltreoceano (Richard Ford, Louise Erdrich). Un traduttore-scrittore-critico, Mantovani, che ha volto con successo in italiano Roth nell’ambito di un’operazione assai più ampia di dialogo interculturale.
Philip Roth; Vincenzo Mantovani; letteratura tradotta; traduzione e lavoro editoriale; literary translations; publishing; translations;
Settore ITAL-01/A - Letteratura italiana
Settore LICO-01/A - Letteratura italiana contemporanea
Settore COMP-01/A - Critica letteraria e letterature comparate
30-nov-2025
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