In the face of the fame and wide appeal it enjoys both among scholars and the visiting public, we still know very little about the area known as Kolymbethra in Agrigento: it can be recognized in a small valley about 1 km long and about ten meters deep, squeezed between steep tufa walls, in the heart of Agrigento’s Valley of the Temples Park. Since 1999, the Sicilian Region has given it in free concession to FAI (Fondo Ambiente Italiano), so that the area could be rescued from the degradation in which it was still in at the end of the last century; it is currently used as a Mediterranean garden with a citrus grove, an almond grove and an olive grove. An imposing semi-artificial basin is generally recognized at the site, built by the tyrant Theron immediately after the victorious clash with Carthage in 480 B.C.: according to the testimony of Diodorus Siculus (XI, 25, 4; XIII, 82, 5), water from springs and streams would have flowed into the basin to make a sort of piscina mirabilis, full of fish, swans and birds, designed to cheer the tyrant’s banquets. Without prejudice to what is known about the close relationship between tyrannical power and hydraulic infrastructures in the Greek world, the particular conformation of the small valley does indeed make it suitable as a place of confluence of groundwater and rainwater coming from the built-up area, but the identification of the area in question with the Diodorean kolymbethra lacks serious scientific confirmation to date, while the transformations the small valley underwent between the Greek and Roman periods, under Byzantine and Arab domination, when Girgenti was an important and prosperous city, remain essentially unknown.

A fronte della fama e dell’ampia suggestione di cui gode sia presso gli studiosi, sia presso il pubblico dei visitatori, dell’area detta kolymbethra ad Agrigento sappiamo ancora molto poco: la si riconosce in una piccola valle lunga circa 1 km e profonda una decina di metri, stretta tra ripide pareti di calcarenite, nel cuore del Parco della Valle dei Templi di Agrigento. Dal 1999 la Regione Siciliana l’ha affidata in concessione gratuita al FAI (Fondo Ambiente Italiano), affinché l’area venisse sottratta al degrado in cui ancora versava alla fine del secolo scorso; attualmente è adibita a giardino mediterraneo con un agrumeto, un mandorleto e un oliveto. Nel sito si suole generalmente riconoscere un imponente bacino artificiale, fatto costruire dal tiranno Terone subito dopo lo scontro vittorioso con Cartagine del 480 a.C.: stando alla testimonianza di Diodoro Siculo (XI, 25, 4; XIII, 82, 5), nel bacino sarebbero state fatte defluire le acque di fonti e ruscelli per ricavarne una sorta di piscina mirabilis, ricca di pesci, cigni e volatili, atta ad allietare i banchetti del tiranno. Fermo restando quanto noto a proposito dello stretto rapporto tra potere tirannico e infrastrutture idrauliche nel mondo greco, la particolare conformazione della valletta la rende in effetti adatta a fungere da luogo di confluenza di acque sotterranee e meteoriche provenienti dall’abitato, ma l’identificazione dell’area in oggetto con la kolymbethra diodorea manca ad oggi di serie conferme scientifiche, mentre restano sostanzialmente sconosciute le trasformazioni cui andò incontro la piccola valle tra periodo greco e romano, sotto la dominazione bizantina e quella araba, quando Girgenti era una città importante e prospera. Un nuovo progetto scientifico, in collaborazione fruttuosa tra Università degli Studi di Milano, FAI e Parco della Valle dei Templi di Agrigento, mira a dare risposta in chiave multidisciplinare ad alcuni di questi quesiti, con l’obiettivo di restituire ad Agrigento un tassello della sua storia, anche in vista dei festeggiamenti e delle iniziative di “Agrigento Capitale italiana della Cultura 2025”.

Un nuovo progetto per la kolymbethra di Agrigento / C. Lambrugo - In: Primordia rerum (Lucr. I, 712) : La città antica e il suo ambiente naturale / [a cura di] V. Caminneci, M.S. Rizzo, R. Micciché. - Prima edizione. - Sesto Fiorentino : All'Insegna del Giglio, 2025. - ISBN 9788892853720. - pp. 143-149 (( Intervento presentato al 15. convegno Giornate Gregoriane tenutosi a Agrigento nel 2023.

Un nuovo progetto per la kolymbethra di Agrigento

C. Lambrugo
2025

Abstract

In the face of the fame and wide appeal it enjoys both among scholars and the visiting public, we still know very little about the area known as Kolymbethra in Agrigento: it can be recognized in a small valley about 1 km long and about ten meters deep, squeezed between steep tufa walls, in the heart of Agrigento’s Valley of the Temples Park. Since 1999, the Sicilian Region has given it in free concession to FAI (Fondo Ambiente Italiano), so that the area could be rescued from the degradation in which it was still in at the end of the last century; it is currently used as a Mediterranean garden with a citrus grove, an almond grove and an olive grove. An imposing semi-artificial basin is generally recognized at the site, built by the tyrant Theron immediately after the victorious clash with Carthage in 480 B.C.: according to the testimony of Diodorus Siculus (XI, 25, 4; XIII, 82, 5), water from springs and streams would have flowed into the basin to make a sort of piscina mirabilis, full of fish, swans and birds, designed to cheer the tyrant’s banquets. Without prejudice to what is known about the close relationship between tyrannical power and hydraulic infrastructures in the Greek world, the particular conformation of the small valley does indeed make it suitable as a place of confluence of groundwater and rainwater coming from the built-up area, but the identification of the area in question with the Diodorean kolymbethra lacks serious scientific confirmation to date, while the transformations the small valley underwent between the Greek and Roman periods, under Byzantine and Arab domination, when Girgenti was an important and prosperous city, remain essentially unknown.
A fronte della fama e dell’ampia suggestione di cui gode sia presso gli studiosi, sia presso il pubblico dei visitatori, dell’area detta kolymbethra ad Agrigento sappiamo ancora molto poco: la si riconosce in una piccola valle lunga circa 1 km e profonda una decina di metri, stretta tra ripide pareti di calcarenite, nel cuore del Parco della Valle dei Templi di Agrigento. Dal 1999 la Regione Siciliana l’ha affidata in concessione gratuita al FAI (Fondo Ambiente Italiano), affinché l’area venisse sottratta al degrado in cui ancora versava alla fine del secolo scorso; attualmente è adibita a giardino mediterraneo con un agrumeto, un mandorleto e un oliveto. Nel sito si suole generalmente riconoscere un imponente bacino artificiale, fatto costruire dal tiranno Terone subito dopo lo scontro vittorioso con Cartagine del 480 a.C.: stando alla testimonianza di Diodoro Siculo (XI, 25, 4; XIII, 82, 5), nel bacino sarebbero state fatte defluire le acque di fonti e ruscelli per ricavarne una sorta di piscina mirabilis, ricca di pesci, cigni e volatili, atta ad allietare i banchetti del tiranno. Fermo restando quanto noto a proposito dello stretto rapporto tra potere tirannico e infrastrutture idrauliche nel mondo greco, la particolare conformazione della valletta la rende in effetti adatta a fungere da luogo di confluenza di acque sotterranee e meteoriche provenienti dall’abitato, ma l’identificazione dell’area in oggetto con la kolymbethra diodorea manca ad oggi di serie conferme scientifiche, mentre restano sostanzialmente sconosciute le trasformazioni cui andò incontro la piccola valle tra periodo greco e romano, sotto la dominazione bizantina e quella araba, quando Girgenti era una città importante e prospera. Un nuovo progetto scientifico, in collaborazione fruttuosa tra Università degli Studi di Milano, FAI e Parco della Valle dei Templi di Agrigento, mira a dare risposta in chiave multidisciplinare ad alcuni di questi quesiti, con l’obiettivo di restituire ad Agrigento un tassello della sua storia, anche in vista dei festeggiamenti e delle iniziative di “Agrigento Capitale italiana della Cultura 2025”.
Kolymbethra; Agrigento; giardini
Settore ARCH-01/D - Archeologia classica
Settore ARCH-01/G - Metodologie della ricerca archeologica
2025
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