Il saggio analizza la rappresentazione dell’AIDS e dell’omosessualità maschile in nove quotidiani italiani in occasione della malattia e della morte del celebre attore Rock Hudson. Attraverso un’indagine linguistica e culturale, si evidenzia come la stampa italiana abbia mutuato stereotipi e narrazioni dalla comunicazione statunitense e si giunge a sostenere che espressioni come peste dei gay o l’uso delle virgolette attorno al termine gay riflettano non solo pregiudizi impliciti, ma anche strategie redazionali tese a un posizionamento sociale e politico. Il linguaggio giornalistico si rivela così strumento attivo nella costruzione del discorso pubblico sull’AIDS: da un lato contribuisce a consolidare una visione distorta e stigmatizzante della sindrome, dall’altro però suscita un’attenzione destinata a tradursi in crescente sensibilizzazione. Il caso Hudson diventa così una chiave interpretativa per riflettere sul ruolo dei media nella definizione di norme, identità e alterità in un decennio cruciale per la storia della salute e dei diritti LGBT+.
«Povero Rock Hudson». I quotidiani italiani di fronte alla crisi dell'AIDS: un caso di studio (luglio-ottobre 1985) / F. Guidali (QUADERNI UNISTRASI). - In: Lingua e storia della discriminazione nella stampa del secondo Novecento: il progetto LiSDiGio / [a cura di] F. Guidali, P. Orrù, E. Salvatore. - Siena : Edizioni Università per Stranieri di Siena, 2025 Jul 01. - ISBN 978-88-32244-21-2. - pp. 57-86 (( convegno Forme e linguaggi della periodicità nell'Italia del secondo Novecento: il contributo degli storici tenutosi a Milano nel 2024.
«Povero Rock Hudson». I quotidiani italiani di fronte alla crisi dell'AIDS: un caso di studio (luglio-ottobre 1985)
F. Guidali
2025
Abstract
Il saggio analizza la rappresentazione dell’AIDS e dell’omosessualità maschile in nove quotidiani italiani in occasione della malattia e della morte del celebre attore Rock Hudson. Attraverso un’indagine linguistica e culturale, si evidenzia come la stampa italiana abbia mutuato stereotipi e narrazioni dalla comunicazione statunitense e si giunge a sostenere che espressioni come peste dei gay o l’uso delle virgolette attorno al termine gay riflettano non solo pregiudizi impliciti, ma anche strategie redazionali tese a un posizionamento sociale e politico. Il linguaggio giornalistico si rivela così strumento attivo nella costruzione del discorso pubblico sull’AIDS: da un lato contribuisce a consolidare una visione distorta e stigmatizzante della sindrome, dall’altro però suscita un’attenzione destinata a tradursi in crescente sensibilizzazione. Il caso Hudson diventa così una chiave interpretativa per riflettere sul ruolo dei media nella definizione di norme, identità e alterità in un decennio cruciale per la storia della salute e dei diritti LGBT+.| File | Dimensione | Formato | |
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