Internet e le nuove tecnologie hanno trasformato radicalmente il modo in cui le persone vivono e interagiscono, portando la nostra società a confrontarsi con nuove questioni etiche e legali riguardanti la privacy, la protezione dei dati personali e lo statuto dell’uomo in rapporto alle proprie informazioni. L'intervento esamina l'evoluzione del concetto di privacy nella società digitale partendo dalla celebre definizione di Warren e Brandeis, ponendo poi in rilievo la stretta correlazione tra protezione dei dati personali e dignità umana. Pertanto, in primo luogo, si riflette sul significato di privacy e sulle ragioni del suo parziale cambiamento, analizzando il legame tra corpo fisico e corpo elettronico attraverso i concetti di homo numericus e infosfera. Si argomenta che paragonando i nostri dati a delle tracce digitali lasciate sul Web e capaci di identificarci in una modalità simile a quella che avviene con le nostre impronte fisiche, si riesce a comprendere il loro valore senza ricorrere ad una identificazione ontologica fra noi e le nostre tracce, che sarebbe difficile da giustificare. In questo modo, si può approfondire altresì lo statuto e il significato del “corpo elettronico”, partendo dalla definizione che diede Stefano Rodotà. L’intervento sottolinea che tale concetto possegga un ampiezza maggiore rispetto a quella dei singoli dati e che, di conseguenza, richieda un livello di protezione più elevato e attento. Tale ampiezza semantica, tiene conto della natura duale del corpo elettronico, che è considerabile sia come una mera somma di singoli dati personali sia come un insieme da cui si possono dedurre, tramite una sorta di sillogismo, ulteriori dati che non compaiono in superficie. Per giustificare la proposta di questa definizione, viene esposto un esempio che ne illustri le ragioni. L’analisi appena presentata, infine, è propedeutica all’esplorazione del concetto di dignità umana, che nella storia del pensiero filosofico ha avuto differenti interpretazioni. A questo proposito, verranno delineate le due teorie principali sulla dignità, quella della dotazione e quella della prestazione, argomentando che le prime, siccome intendono la dignità in senso ontologico, pre-giuridico e come un possesso originario inalienabile, riescono ad essere il principio fondante della protezione dei dati. Tuttavia, l’intervento propone altresì un’unione fra i due gruppi di teorie di modo che la dignità ontologica possa trovare la sua collocazione anche in campo giuridico, così da permettere che la legge ne recepisca la definizione e si impegni nella sua protezione. Infine, per evitare una possibile obiezione circa la tensione presente fra sicurezza e privacy, l’intervento propone di considerare, accanto alla dignità ontologica, il concetto di dignità morale.

Privacy e dignità nel mondo digitale / E. Brambilla. ((Intervento presentato al 35. convegno Privacy: tante norme, poca protezione. Quali reali tutele è in grado di offrire l’Europa, a fronte di tecnologie sempre più invasive, più sofisticate e più veloci nella loro diffusione? Sono sufficienti norme come il GDPR o l’AI act per frenare i sistemi che saranno disponibili fra due anni quando questo Regolamento troverà piena applicazione? tenutosi a Brescia nel 2024.

Privacy e dignità nel mondo digitale

E. Brambilla
2024

Abstract

Internet e le nuove tecnologie hanno trasformato radicalmente il modo in cui le persone vivono e interagiscono, portando la nostra società a confrontarsi con nuove questioni etiche e legali riguardanti la privacy, la protezione dei dati personali e lo statuto dell’uomo in rapporto alle proprie informazioni. L'intervento esamina l'evoluzione del concetto di privacy nella società digitale partendo dalla celebre definizione di Warren e Brandeis, ponendo poi in rilievo la stretta correlazione tra protezione dei dati personali e dignità umana. Pertanto, in primo luogo, si riflette sul significato di privacy e sulle ragioni del suo parziale cambiamento, analizzando il legame tra corpo fisico e corpo elettronico attraverso i concetti di homo numericus e infosfera. Si argomenta che paragonando i nostri dati a delle tracce digitali lasciate sul Web e capaci di identificarci in una modalità simile a quella che avviene con le nostre impronte fisiche, si riesce a comprendere il loro valore senza ricorrere ad una identificazione ontologica fra noi e le nostre tracce, che sarebbe difficile da giustificare. In questo modo, si può approfondire altresì lo statuto e il significato del “corpo elettronico”, partendo dalla definizione che diede Stefano Rodotà. L’intervento sottolinea che tale concetto possegga un ampiezza maggiore rispetto a quella dei singoli dati e che, di conseguenza, richieda un livello di protezione più elevato e attento. Tale ampiezza semantica, tiene conto della natura duale del corpo elettronico, che è considerabile sia come una mera somma di singoli dati personali sia come un insieme da cui si possono dedurre, tramite una sorta di sillogismo, ulteriori dati che non compaiono in superficie. Per giustificare la proposta di questa definizione, viene esposto un esempio che ne illustri le ragioni. L’analisi appena presentata, infine, è propedeutica all’esplorazione del concetto di dignità umana, che nella storia del pensiero filosofico ha avuto differenti interpretazioni. A questo proposito, verranno delineate le due teorie principali sulla dignità, quella della dotazione e quella della prestazione, argomentando che le prime, siccome intendono la dignità in senso ontologico, pre-giuridico e come un possesso originario inalienabile, riescono ad essere il principio fondante della protezione dei dati. Tuttavia, l’intervento propone altresì un’unione fra i due gruppi di teorie di modo che la dignità ontologica possa trovare la sua collocazione anche in campo giuridico, così da permettere che la legge ne recepisca la definizione e si impegni nella sua protezione. Infine, per evitare una possibile obiezione circa la tensione presente fra sicurezza e privacy, l’intervento propone di considerare, accanto alla dignità ontologica, il concetto di dignità morale.
31-ott-2024
privacy; dignità ontologica; dignità morale; corpo elettronico
Settore GIUR-17/A - Filosofia del diritto
https://youtu.be/YDFF9TOhgIc
Privacy e dignità nel mondo digitale / E. Brambilla. ((Intervento presentato al 35. convegno Privacy: tante norme, poca protezione. Quali reali tutele è in grado di offrire l’Europa, a fronte di tecnologie sempre più invasive, più sofisticate e più veloci nella loro diffusione? Sono sufficienti norme come il GDPR o l’AI act per frenare i sistemi che saranno disponibili fra due anni quando questo Regolamento troverà piena applicazione? tenutosi a Brescia nel 2024.
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