L’Artico, soprattutto alla luce degli effetti del cambiamento climatico e dello spill-over da e verso altri teatri, ha subìto una significativa trasformazione, iniziata all’incirca dal 2007 e accelerata nel 2022 con l’invasione dell’Ucraina (paralisi del Consiglio Artico, adesione nella NATO di Svezia e Finlandia). È, inoltre, ampiamente riconosciuto che la regione presenti inedite opportunità economiche e commerciali (estrazione di risorse e apertura di nuove rotte), ma anche minacce convenzionali e ibride derivanti da una crescente presenza antropica. Comprendere, in particolare, le dinamiche di sicurezza che la caratterizzano è un passaggio fondamentale non solo per determinare sfide e minacce (tradizionali e non) al suo interno, ma anche l’interconnessione tra dinamiche interne ed esterne. Sono soprattutto i nuovi equilibri in fieri a dover essere analizzati e valutati con attenzione: il ruolo sempre più muscolare della Federazione russa e la silenziosa penetrazione cinese stanno infatti aprendo scenari inediti. La Federazione Russa è attualmente percepita, in maniera trasversale tra gli Stati artici, come la principale fonte di discontinuità per gli equilibri strategici nell’Artico. La crescente militarizzazione dell’area – con installazioni situate anche a poche decine di chilometri da infrastrutture e presidi della NATO – contribuisce a delineare un contesto di crescente tensione. D’altro canto, la Repubblica Popolare Cinese, dichiaratasi nel 2018 “Near Arctic State”, ha progressivamente ampliato la propria presenza nella regione attraverso iniziative scientifiche, economiche e infrastrutturali, inquadrate nella cornice della Via della Seta Polare. Tale attivismo solleva interrogativi di natura strategica, in particolare per quanto riguarda la potenziale proiezione duale – civile e militare. D’altro canto, la rinnovata attenzione degli Stati Uniti, dotatisi di nuovi strumenti diplomatici e militari, verso la regione artica può essere interpretata sia come un disimpegno, con focus sul rafforzamento della difesa del continente nordamericano, sia come una rinnovata proiezione d’interesse – anche economico – verso le opportunità offerte dallo scenario artico. In tale contesto, si configura come particolarmente complesso, per l’Europa, il compito di bilanciare misure di rassicurazione e posture deterrenti. Il nostro Paese ha saputo ritagliarsi una posizione di rilievo nel contesto polare grazie alle spedizioni artiche che si sono susseguite dalla fine del XIX secolo e con un impegno degli istituti di ricerca nazionali che ha portato all’apertura della base “Dirigibile Italia” nelle isole Svalbard. Parallelamente a tale impegno, è stato istituto un Tavolo Artico presso il Ministero degli Esteri ed elaborata una Strategia artica nazionale che ha dato priorità alla presenza italiana nell’ottica dell’impegno scientifico e politico per la cooperazione e lo sviluppo. In ambito parlamentare è attualmente in corso di svolgimento presso la III Commissione Affari esteri della Camera dei deputati un’indagine conoscitiva “Sulle dinamiche geopolitiche nella regione dell'Artico. Oggi le sfide che passano per lo scenario artico impongono un impegno che coinvolga anche il comparto Difesa, che sta organizzando le proprie competenze per sviluppare capacità adeguate alle nuove frontiere, sia in termini logistici che tecnologici.

La regione artica tra sicurezza e nuove minacce / A. Lavorio, E. Somalvico. - (2025 May 26).

La regione artica tra sicurezza e nuove minacce

A. Lavorio
Primo
;
2025

Abstract

L’Artico, soprattutto alla luce degli effetti del cambiamento climatico e dello spill-over da e verso altri teatri, ha subìto una significativa trasformazione, iniziata all’incirca dal 2007 e accelerata nel 2022 con l’invasione dell’Ucraina (paralisi del Consiglio Artico, adesione nella NATO di Svezia e Finlandia). È, inoltre, ampiamente riconosciuto che la regione presenti inedite opportunità economiche e commerciali (estrazione di risorse e apertura di nuove rotte), ma anche minacce convenzionali e ibride derivanti da una crescente presenza antropica. Comprendere, in particolare, le dinamiche di sicurezza che la caratterizzano è un passaggio fondamentale non solo per determinare sfide e minacce (tradizionali e non) al suo interno, ma anche l’interconnessione tra dinamiche interne ed esterne. Sono soprattutto i nuovi equilibri in fieri a dover essere analizzati e valutati con attenzione: il ruolo sempre più muscolare della Federazione russa e la silenziosa penetrazione cinese stanno infatti aprendo scenari inediti. La Federazione Russa è attualmente percepita, in maniera trasversale tra gli Stati artici, come la principale fonte di discontinuità per gli equilibri strategici nell’Artico. La crescente militarizzazione dell’area – con installazioni situate anche a poche decine di chilometri da infrastrutture e presidi della NATO – contribuisce a delineare un contesto di crescente tensione. D’altro canto, la Repubblica Popolare Cinese, dichiaratasi nel 2018 “Near Arctic State”, ha progressivamente ampliato la propria presenza nella regione attraverso iniziative scientifiche, economiche e infrastrutturali, inquadrate nella cornice della Via della Seta Polare. Tale attivismo solleva interrogativi di natura strategica, in particolare per quanto riguarda la potenziale proiezione duale – civile e militare. D’altro canto, la rinnovata attenzione degli Stati Uniti, dotatisi di nuovi strumenti diplomatici e militari, verso la regione artica può essere interpretata sia come un disimpegno, con focus sul rafforzamento della difesa del continente nordamericano, sia come una rinnovata proiezione d’interesse – anche economico – verso le opportunità offerte dallo scenario artico. In tale contesto, si configura come particolarmente complesso, per l’Europa, il compito di bilanciare misure di rassicurazione e posture deterrenti. Il nostro Paese ha saputo ritagliarsi una posizione di rilievo nel contesto polare grazie alle spedizioni artiche che si sono susseguite dalla fine del XIX secolo e con un impegno degli istituti di ricerca nazionali che ha portato all’apertura della base “Dirigibile Italia” nelle isole Svalbard. Parallelamente a tale impegno, è stato istituto un Tavolo Artico presso il Ministero degli Esteri ed elaborata una Strategia artica nazionale che ha dato priorità alla presenza italiana nell’ottica dell’impegno scientifico e politico per la cooperazione e lo sviluppo. In ambito parlamentare è attualmente in corso di svolgimento presso la III Commissione Affari esteri della Camera dei deputati un’indagine conoscitiva “Sulle dinamiche geopolitiche nella regione dell'Artico. Oggi le sfide che passano per lo scenario artico impongono un impegno che coinvolga anche il comparto Difesa, che sta organizzando le proprie competenze per sviluppare capacità adeguate alle nuove frontiere, sia in termini logistici che tecnologici.
Artico; guerra ibrida; geopolitica; sicurezza nazionale; NATO
Settore GSPS-02/A - Scienza politica
26-mag-2025
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Descrizione: Nota n. 117 per OPI
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