Il lavoro affronta il tema delle clausole anti-diluitive, le quali rappresentano uno strumento contrattuale volto a preservare la quota di partecipazione degli investitori di fronte ad aumenti di capitale che potrebbero ridurne il valore. Tale strumento è stato elaborato e sviluppato nei sistemi anglosassoni, in particolare nel venture capital financing, per tutelare gli investitori iniziali dalla diluizione patrimoniale e amministrativa derivante dall’ingresso di nuovi soci. In Italia, la loro applicazione solleva questioni di compatibilità con il diritto societario, soprattutto nelle società a responsabilità limitata (s.r.l.), dove il diritto di preferenza e il diritto di recesso possono limitare l’efficacia delle clausole anti-diluitive. Il Consiglio Notarile di Milano ne ha riconosciuto la legittimità, ma permangono interrogativi sulla loro conformità ai principi generali dell’ordinamento, inclusi il divieto di patto leonino e le regole sulla distribuzione del capitale sociale. Inoltre, il loro utilizzo può generare squilibri tra soci fondatori e investitori, con il rischio di un’eccessiva protezione a favore di questi ultimi. L’analisi evidenzia la necessità di un bilanciamento tra tutela degli investitori e salvaguardia della struttura partecipativa della società, ponendo le clausole anti-diluitive al centro del dibattito sulla governance societaria e sulla protezione degli interessi dei soci.
Il problema delle clausole “anti-diluitive” / A. Abu Awwad. - In: LE NUOVE LEGGI CIVILI COMMENTATE. - ISSN 0391-3740. - 44:1(2021), pp. 175-193.
Il problema delle clausole “anti-diluitive”
A. Abu Awwad
2021
Abstract
Il lavoro affronta il tema delle clausole anti-diluitive, le quali rappresentano uno strumento contrattuale volto a preservare la quota di partecipazione degli investitori di fronte ad aumenti di capitale che potrebbero ridurne il valore. Tale strumento è stato elaborato e sviluppato nei sistemi anglosassoni, in particolare nel venture capital financing, per tutelare gli investitori iniziali dalla diluizione patrimoniale e amministrativa derivante dall’ingresso di nuovi soci. In Italia, la loro applicazione solleva questioni di compatibilità con il diritto societario, soprattutto nelle società a responsabilità limitata (s.r.l.), dove il diritto di preferenza e il diritto di recesso possono limitare l’efficacia delle clausole anti-diluitive. Il Consiglio Notarile di Milano ne ha riconosciuto la legittimità, ma permangono interrogativi sulla loro conformità ai principi generali dell’ordinamento, inclusi il divieto di patto leonino e le regole sulla distribuzione del capitale sociale. Inoltre, il loro utilizzo può generare squilibri tra soci fondatori e investitori, con il rischio di un’eccessiva protezione a favore di questi ultimi. L’analisi evidenzia la necessità di un bilanciamento tra tutela degli investitori e salvaguardia della struttura partecipativa della società, ponendo le clausole anti-diluitive al centro del dibattito sulla governance societaria e sulla protezione degli interessi dei soci.Pubblicazioni consigliate
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