Tra i materiali provenienti dal monastero agostiniano di Santa Marta oggi custoditi presso la Biblioteca Ambrosiana si conserva un codice composito fattizio che trasmette, fra le altre cose, una silloge costituita da copie di lettere scritte dal confessore Giovanni Antonio Bellotti alle monache del luogo religioso milanese nel secondo decennio del Cinquecento. Allestita in un momento successivo rispetto alla scrittura delle lettere, la raccolta ha per oggetto i principali episodi della vita di Maria la cui esposizione è inframezzata a riflessioni edificanti e meditazioni spirituali. Tuttavia, una più attenta lettura mostra che il racconto di questi episodi è stato condotto non sulla scorta del testo scritturistico bensì attingendo ampiamente alla letteratura apocrifa e tanto le lettere quanto la silloge si delineano come una vera e propria operazione culturale volta a illustrare, accreditare e divulgare tesi mariologiche all’interno del monastero. Il contributo esamina alcuni esempi tratti dalla raccolta al fine di approfondire il ruolo delle lettere come mezzo di scambio culturale all’interno di una comunità religiosa nel primo Cinquecento.
Contemplando io, madre reverenda et sorelle carissime. Le lettere di Giovanni Antonio Bellotti alla comunità religiosa del monastero di Santa Marta di Milano / M. Teoldi. ((Intervento presentato al convegno Letters, Communities of Ideas and Cultural Exchanges from the late Middle Ages to the Renaissance : 21-23 gennaio tenutosi a Torino nel 2025.
Contemplando io, madre reverenda et sorelle carissime. Le lettere di Giovanni Antonio Bellotti alla comunità religiosa del monastero di Santa Marta di Milano
M. Teoldi
2025
Abstract
Tra i materiali provenienti dal monastero agostiniano di Santa Marta oggi custoditi presso la Biblioteca Ambrosiana si conserva un codice composito fattizio che trasmette, fra le altre cose, una silloge costituita da copie di lettere scritte dal confessore Giovanni Antonio Bellotti alle monache del luogo religioso milanese nel secondo decennio del Cinquecento. Allestita in un momento successivo rispetto alla scrittura delle lettere, la raccolta ha per oggetto i principali episodi della vita di Maria la cui esposizione è inframezzata a riflessioni edificanti e meditazioni spirituali. Tuttavia, una più attenta lettura mostra che il racconto di questi episodi è stato condotto non sulla scorta del testo scritturistico bensì attingendo ampiamente alla letteratura apocrifa e tanto le lettere quanto la silloge si delineano come una vera e propria operazione culturale volta a illustrare, accreditare e divulgare tesi mariologiche all’interno del monastero. Il contributo esamina alcuni esempi tratti dalla raccolta al fine di approfondire il ruolo delle lettere come mezzo di scambio culturale all’interno di una comunità religiosa nel primo Cinquecento.Pubblicazioni consigliate
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