Il destino di marginalizzazione progressiva (demografica, economica e sociale) dei piccoli e piccolissimi comuni delle aree distanti dall’influenza dei processi di maggiore urbanizzazione e/o metropolizzazione può apparire ancora oggi inesorabile. Tuttavia, la pandemia da COVID 19 del 2020 per un breve arco di tempo ha dato luogo ad un radicale cambiamento della percezione collettiva dei più remoti villaggi urbani: da luoghi esclusivamente romantici e ameni ad alternativa possibile all’abitare metropolitano. Nonostante il grande ’“esodo urbano” verso la campagna non si sia verificato, la pandemia, prima, e l’attuale situazione di “permacrisi”, dopo, costituiscono lo sfondo di studi e progetti per una nuova abitabilità dei piccoli centri storici. Proprio da un’indagine di alcuni casi di studio, in una prospettiva comparativa fra Italia e Francia, il contributo intende individuare un orizzonte comune pur considerando la specificità dei differenti contesti. Adottando un’argomentazione del “pensare per casi” si cerca, inoltre, di verificare l’ipotesi che proprio la ricostruzione di relazioni di senso fra piccoli centri storici e territorio sia la cifra per progettare una nuova abitabilità ibrida degli spazi della contrazione. I casi di studio vanno anche intesi come esempi divaricati del ruolo dell’iniziativa privata, da una parte, e dell’azione pubblica, dall’altra, come componenti necessarie ma non sufficienti per centrare l’obiettivo della sostenibilità della rivitalizzazione dei piccoli nuclei urbani.

Centri storici minori e territorio : Una comparazione fra Italia e Francia / R. Baiocco, A. Buonsante, D. Roche - In: Mondializzazione e nuove opportunità / [a cura di] G. De Luca, A. Acierno. - Prima edizione. - Roma-Milano : Planum Publisher e Società Italiana degli Urbanisti, 2025 Jun. - ISBN 978-88-99237-73-8. - pp. 31-36 (( 26. Nuove Ecologie : Coabitare mondi che cambiano Napoli 2024.

Centri storici minori e territorio : Una comparazione fra Italia e Francia

R. Baiocco;
2025

Abstract

Il destino di marginalizzazione progressiva (demografica, economica e sociale) dei piccoli e piccolissimi comuni delle aree distanti dall’influenza dei processi di maggiore urbanizzazione e/o metropolizzazione può apparire ancora oggi inesorabile. Tuttavia, la pandemia da COVID 19 del 2020 per un breve arco di tempo ha dato luogo ad un radicale cambiamento della percezione collettiva dei più remoti villaggi urbani: da luoghi esclusivamente romantici e ameni ad alternativa possibile all’abitare metropolitano. Nonostante il grande ’“esodo urbano” verso la campagna non si sia verificato, la pandemia, prima, e l’attuale situazione di “permacrisi”, dopo, costituiscono lo sfondo di studi e progetti per una nuova abitabilità dei piccoli centri storici. Proprio da un’indagine di alcuni casi di studio, in una prospettiva comparativa fra Italia e Francia, il contributo intende individuare un orizzonte comune pur considerando la specificità dei differenti contesti. Adottando un’argomentazione del “pensare per casi” si cerca, inoltre, di verificare l’ipotesi che proprio la ricostruzione di relazioni di senso fra piccoli centri storici e territorio sia la cifra per progettare una nuova abitabilità ibrida degli spazi della contrazione. I casi di studio vanno anche intesi come esempi divaricati del ruolo dell’iniziativa privata, da una parte, e dell’azione pubblica, dall’altra, come componenti necessarie ma non sufficienti per centrare l’obiettivo della sostenibilità della rivitalizzazione dei piccoli nuclei urbani.
fragile territories; habitability; rural areas
Settore CEAR-12/B - Urbanistica
giu-2025
università degli studi di Napoli Federico II
http://www.planum.net/planum-magazine/planum-publisher-publication/atti-della-xxvi-conferenza-nazionale-siu-volume-quattro-deluca-acierno
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