La candidemia e la candidosi invasiva sono le più comuni infezioni fungine invasive associate all'assistenza sanitaria, con un tasso di mortalità grezzo del 25-50%. Sebbene Candida albicans rimanga il patogeno più comune, la prevalenza di altre specie è aumentata nel tempo. Negli ultimi dieci anni non è stata valutata l’evoluzione dell’epidemiologia delle candidemie sul territorio italiano, se non a livello locale o regionale, sia in termini di specie isolate sia in termini di frequenza delle resistenze. La presente ricerca multicentrica promossa dalla FIMUA coinvolge i Laboratori ospedalieri di microbiologia distribuiti su tutto il territorio nazionale, ha come obiettivo primario quello di monitorare i cambiamenti nell’epidemiologia della candidemia e nei profili di sensibilità degli isolati di Candida negli anni 2015-2023. In questa prima fase vengono presentati i dati relativi a 5 (XX) centri riguardanti la distribuzione delle specie per anno, nei diversi reparti e nelle fasce di età. Tra il 2015 e il 2023 nei 5 centri analizzati al momento sono stati osservati 2144 candidemie su un totale di …….emocolture (tasso….) con un aumento dei casi dal 2019 fino al 2022 con un picco in corrispondenza della pandemia di COVID-19. Una flessione si osserva nel 2023 pur rimanendo i casi superiori al periodo pre-COVID. C. albicans si conferma la specie prevalente (range 43.2-53.6 %). C. glabrata, che fino al 2017 era la seconda specie maggiormente isolata (22.7%), mostra una flessione dal 2018 fino ad arrivare al 12.9% nel 2020. Contemporaneamente si osserva dal 2018 un incremento dei casi sostenuti da C. parapsilosis che si attesta attorno ad una media del 25% con un picco del 26.9% nel 2021. I casi di C. tropicalis dal 2018 (14 %) sono calati drasticamente fino al 5.7% in media. I casi di C. krusei e di altre specie più rare (……..) risultano stabili, ma con differenze tra i centri. Nessun centro ha osservato al 2023 casi sostenuti da C. auris. La fascia di età sopra i 65 anni risulta essere la più soggetta a infezioni da Candida nel torrente ematico (range 48-64%) con un aumento negli ultimi due anni. La prevalenza della candidemia rimane costante nella popolazione pediatrica (media 8%) ed adulta (media 36%). La popolazione ricoverata nei reparti di medicina rimane negli anni quella più a rischio di sviluppare candidemia (range 41-52%), mentre i pazienti in terapia intensiva con Candidemia rappresentano mediamente il 29%, con un lieve aumento durante gli anni di COVID-19. Nei reparti chirurgici la prevalenza rimane costante negli anni, ma con un minimo del 13% nel 2021 al 29% del 2018. I casi di pazienti ricoverati in pediatria risultano sporadici con diversità tra i centri con un massimo di 4 casi nel 2018. …….. In una prima fase di elaborazione dei dati pervenuti si evidenzia un aumento dei casi di candidemie soprattutto dal 2019 in concomitanza con la pandemia di COVI-19. C. albicans si conferma la specie maggiormente isolata, mentre C. parapsilosis ha superato C. glabrata dal 2018, con una diversità tra i centri. Nessun caso di C. auris è stato rilevato. Il problema delle infezioni invasive da candida rimane maggiore nell’area medica, mentre il calo nelle chirurgie durante la pandemia di COVID-19 potrebbe essere spiegato con una riconversione dei reparti a terapie sub-intensive e di medicina. Nella seconda parte della ricerca verranno analizzati i profili di sensibilità allo scopo di evidenziare eventuali cambiamenti nel tasso di resistenza agli antifungini. Lo studio è tuttora in corso e può essere allargato ad altri centri italiani che volessero aderire per completare il quadro delle candidemie a livello nazionale dal 2015 al 2023.
Evoluzione delle candidemie in Italia (2015-2023)-prima parte (FIMUA Working Group) / A. Prigitano, A. Grancini, M. Calabrò, S. Carletti, M. Colosimo, L. Trovato. ((Intervento presentato al 16. convegno Congresso Nazionale FIMUA : 4-5 novembre tenutosi a Torino nel 2024.
Evoluzione delle candidemie in Italia (2015-2023)-prima parte (FIMUA Working Group)
A. Prigitano;
2024
Abstract
La candidemia e la candidosi invasiva sono le più comuni infezioni fungine invasive associate all'assistenza sanitaria, con un tasso di mortalità grezzo del 25-50%. Sebbene Candida albicans rimanga il patogeno più comune, la prevalenza di altre specie è aumentata nel tempo. Negli ultimi dieci anni non è stata valutata l’evoluzione dell’epidemiologia delle candidemie sul territorio italiano, se non a livello locale o regionale, sia in termini di specie isolate sia in termini di frequenza delle resistenze. La presente ricerca multicentrica promossa dalla FIMUA coinvolge i Laboratori ospedalieri di microbiologia distribuiti su tutto il territorio nazionale, ha come obiettivo primario quello di monitorare i cambiamenti nell’epidemiologia della candidemia e nei profili di sensibilità degli isolati di Candida negli anni 2015-2023. In questa prima fase vengono presentati i dati relativi a 5 (XX) centri riguardanti la distribuzione delle specie per anno, nei diversi reparti e nelle fasce di età. Tra il 2015 e il 2023 nei 5 centri analizzati al momento sono stati osservati 2144 candidemie su un totale di …….emocolture (tasso….) con un aumento dei casi dal 2019 fino al 2022 con un picco in corrispondenza della pandemia di COVID-19. Una flessione si osserva nel 2023 pur rimanendo i casi superiori al periodo pre-COVID. C. albicans si conferma la specie prevalente (range 43.2-53.6 %). C. glabrata, che fino al 2017 era la seconda specie maggiormente isolata (22.7%), mostra una flessione dal 2018 fino ad arrivare al 12.9% nel 2020. Contemporaneamente si osserva dal 2018 un incremento dei casi sostenuti da C. parapsilosis che si attesta attorno ad una media del 25% con un picco del 26.9% nel 2021. I casi di C. tropicalis dal 2018 (14 %) sono calati drasticamente fino al 5.7% in media. I casi di C. krusei e di altre specie più rare (……..) risultano stabili, ma con differenze tra i centri. Nessun centro ha osservato al 2023 casi sostenuti da C. auris. La fascia di età sopra i 65 anni risulta essere la più soggetta a infezioni da Candida nel torrente ematico (range 48-64%) con un aumento negli ultimi due anni. La prevalenza della candidemia rimane costante nella popolazione pediatrica (media 8%) ed adulta (media 36%). La popolazione ricoverata nei reparti di medicina rimane negli anni quella più a rischio di sviluppare candidemia (range 41-52%), mentre i pazienti in terapia intensiva con Candidemia rappresentano mediamente il 29%, con un lieve aumento durante gli anni di COVID-19. Nei reparti chirurgici la prevalenza rimane costante negli anni, ma con un minimo del 13% nel 2021 al 29% del 2018. I casi di pazienti ricoverati in pediatria risultano sporadici con diversità tra i centri con un massimo di 4 casi nel 2018. …….. In una prima fase di elaborazione dei dati pervenuti si evidenzia un aumento dei casi di candidemie soprattutto dal 2019 in concomitanza con la pandemia di COVI-19. C. albicans si conferma la specie maggiormente isolata, mentre C. parapsilosis ha superato C. glabrata dal 2018, con una diversità tra i centri. Nessun caso di C. auris è stato rilevato. Il problema delle infezioni invasive da candida rimane maggiore nell’area medica, mentre il calo nelle chirurgie durante la pandemia di COVID-19 potrebbe essere spiegato con una riconversione dei reparti a terapie sub-intensive e di medicina. Nella seconda parte della ricerca verranno analizzati i profili di sensibilità allo scopo di evidenziare eventuali cambiamenti nel tasso di resistenza agli antifungini. Lo studio è tuttora in corso e può essere allargato ad altri centri italiani che volessero aderire per completare il quadro delle candidemie a livello nazionale dal 2015 al 2023.File | Dimensione | Formato | |
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