SCOPO DEL LAVORO: Questa valutazione clinica ha l’obiettivo di evidenziare le possibilità, i benefici e i limiti del sistema di ancoraggio mediante mini-impianti K1 per i movimenti dentali nelle edentulie parziali gravi ove non è possibile o difficile l’inserimento di fixtures osteointegrate. MATERIALI E METODI: Lo studio ha utilizzato 21 pazienti, 13 uomini e 8 donne, di età compresa tra i 20 e i 49 anni. Sono stati inseriti 22 minimpianti e 24 fixtures per controllare l’ancoraggio. La sistematica dei mini-impianti K1 consisteva di micro viti per ancoraggio in puro titanio e di un abutment ad uncino. Essi presentavano tre lunghezze (4, 6, 8 mm) con lo stesso diametro di 1,2 mm e per l’inserimento sono stati necessari due semplici e limitati interventi chirurgici. RISULTATI: Utilizzando gli impianti come ancoraggio si sono evidenziati maggiori problemi a causa della severità e invasività della chirurgia, il disagio della guarigione iniziale, un periodo di trattamento globale più lungo, e gli stessi, non essendo stato possibile l’iserimento in zona retromolare, nel tuber, e in aree edentule, hanno evidenziato limiti per la direzione dell’applicazione delle forze. L’utilizzo invece dei mini-impianti come ancoraggio ha prodotto un risultato più soddisfacente in un periodo di trattamento globale molto inferiore. Ciò è molto importante per la prevenzione di problemi dentali, parodontali, estetici e anche psicologici durante il trattamento ortodontico negli adulti. DISCUSSIONE: Le caratteristiche dei mini-impianti utilizzati si possono così riassumere: producono un ancoraggio osseo massimo per i movimenti dentali; sono indicati per intrusioni o estrusioni, distalizzazione dei denti anteriori mandibolari e mascellari, intrusioni, mesializzazione e uprighting dei denti posteriori con una minima operazione chirurgica si ha una massima funzione ortodontica; c’è un utilizzo temporaneo fino alla conclusione della terapia ortodontica. Gli abutments sono semplici da applicare e facili da usare come ganci; i K1 sono costituiti di puro titanio trattati con una ossidazione anodica; ad un semplice approccio chirurgico corrisponde una minima invasione dei tessuti molli. CONCLUSIONI: L’uso dei mini-impianti come ancoraggio massimo scheletrico temporaneo permette l’inserimento di un apparecchio ortodontico in qualsiasi posizione e produce facilmente ogni tipo di movimento dentale. Questi sono indicati per la correzione delle malocclusioni dentali e scheletriche degli adulti e per la fissazione intermascellare in chirurgia ortognatica.

Ancoraggio ortodontico scheletrico : I mini-impianti a confronto con gli impianti osteointegrati / U. Garagiola, V. Ghiglione, G. Farronato. ((Intervento presentato al 17. convegno Congresso Nazionale SIDO : 16-19 ottobre tenutosi a Firenze nel 2002.

Ancoraggio ortodontico scheletrico : I mini-impianti a confronto con gli impianti osteointegrati

U. Garagiola;G. Farronato
2002

Abstract

SCOPO DEL LAVORO: Questa valutazione clinica ha l’obiettivo di evidenziare le possibilità, i benefici e i limiti del sistema di ancoraggio mediante mini-impianti K1 per i movimenti dentali nelle edentulie parziali gravi ove non è possibile o difficile l’inserimento di fixtures osteointegrate. MATERIALI E METODI: Lo studio ha utilizzato 21 pazienti, 13 uomini e 8 donne, di età compresa tra i 20 e i 49 anni. Sono stati inseriti 22 minimpianti e 24 fixtures per controllare l’ancoraggio. La sistematica dei mini-impianti K1 consisteva di micro viti per ancoraggio in puro titanio e di un abutment ad uncino. Essi presentavano tre lunghezze (4, 6, 8 mm) con lo stesso diametro di 1,2 mm e per l’inserimento sono stati necessari due semplici e limitati interventi chirurgici. RISULTATI: Utilizzando gli impianti come ancoraggio si sono evidenziati maggiori problemi a causa della severità e invasività della chirurgia, il disagio della guarigione iniziale, un periodo di trattamento globale più lungo, e gli stessi, non essendo stato possibile l’iserimento in zona retromolare, nel tuber, e in aree edentule, hanno evidenziato limiti per la direzione dell’applicazione delle forze. L’utilizzo invece dei mini-impianti come ancoraggio ha prodotto un risultato più soddisfacente in un periodo di trattamento globale molto inferiore. Ciò è molto importante per la prevenzione di problemi dentali, parodontali, estetici e anche psicologici durante il trattamento ortodontico negli adulti. DISCUSSIONE: Le caratteristiche dei mini-impianti utilizzati si possono così riassumere: producono un ancoraggio osseo massimo per i movimenti dentali; sono indicati per intrusioni o estrusioni, distalizzazione dei denti anteriori mandibolari e mascellari, intrusioni, mesializzazione e uprighting dei denti posteriori con una minima operazione chirurgica si ha una massima funzione ortodontica; c’è un utilizzo temporaneo fino alla conclusione della terapia ortodontica. Gli abutments sono semplici da applicare e facili da usare come ganci; i K1 sono costituiti di puro titanio trattati con una ossidazione anodica; ad un semplice approccio chirurgico corrisponde una minima invasione dei tessuti molli. CONCLUSIONI: L’uso dei mini-impianti come ancoraggio massimo scheletrico temporaneo permette l’inserimento di un apparecchio ortodontico in qualsiasi posizione e produce facilmente ogni tipo di movimento dentale. Questi sono indicati per la correzione delle malocclusioni dentali e scheletriche degli adulti e per la fissazione intermascellare in chirurgia ortognatica.
ott-2002
Settore MEDS-16/A - Malattie odontostomatologiche
Ancoraggio ortodontico scheletrico : I mini-impianti a confronto con gli impianti osteointegrati / U. Garagiola, V. Ghiglione, G. Farronato. ((Intervento presentato al 17. convegno Congresso Nazionale SIDO : 16-19 ottobre tenutosi a Firenze nel 2002.
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