All'inizio degli anni Trenta, la Shanghai coloniale offriva un ambiente vivace per lo sviluppo di nuove forme artistiche. In un periodo in cui il realismo rappresentava lo strumento privilegiato per mobilitare le masse nella lotta contro l’imperialismo straniero e nella trasformazione della Cina in uno stato-nazione moderno, molti artisti a Shanghai scelsero di innovare la propria scrittura sperimentando forme e stilemi modernisti, dando vita a una produzione testuale e visiva straordinariamente eterogenea. La scuola del nuovo sensazionalismo (xin ganjuepai, conosciuta anche come ‘neo-sensazionalismo’) a Shanghai nacque da questo orientamento modernista, profondamente influenzato dalla cultura di massa e dai modelli artistici occidentali e giapponesi. In questo intervento esploreremo i viaggi transnazionali del modernismo tra Europa, Giappone e Cina attraverso l’analisi di un racconto del famoso scrittore sensazionalista Shi Zhecun (1905–2003). Il racconto, dal titolo “Shi Xiu”, costituisce una riscrittura in chiave modernista e psicoanalitica di un noto episodio tratto dal romanzo di epoca Ming I briganti (Shuihu zhuan). La riscrittura, in quanto forma di intertestualità che registra l'incontro di un vasto assortimento di fonti locali e straniere, espone la natura storicamente stratificata della ‘sensibilità’ del protagonista, aprendo una finestra sulle contraddizioni e le disparità inerenti all’esperienza vissuta nel contesto coloniale e capitalista della Shanghai degli anni Trenta. Pertanto, l'analisi del racconto permetterà non solo di tracciare le migrazioni transnazionali delle forme moderniste, ma anche di riflettere sul contributo che un'estetica distintamente modernista può offrire a una agenda politica, sociale ed etica.
I viaggi transnazionali del modernismo e l'etica della riscrittura nella Shanghai degli anni Trenta / D. Licandro. ((Intervento presentato al convegno Sulle tracce di Marco Polo: persone, saperi e oggetti in viaggio tra XIII e XXI secolo : 24-25 ottobre tenutosi a Napoli nel 2024.
I viaggi transnazionali del modernismo e l'etica della riscrittura nella Shanghai degli anni Trenta
D. Licandro
2024
Abstract
All'inizio degli anni Trenta, la Shanghai coloniale offriva un ambiente vivace per lo sviluppo di nuove forme artistiche. In un periodo in cui il realismo rappresentava lo strumento privilegiato per mobilitare le masse nella lotta contro l’imperialismo straniero e nella trasformazione della Cina in uno stato-nazione moderno, molti artisti a Shanghai scelsero di innovare la propria scrittura sperimentando forme e stilemi modernisti, dando vita a una produzione testuale e visiva straordinariamente eterogenea. La scuola del nuovo sensazionalismo (xin ganjuepai, conosciuta anche come ‘neo-sensazionalismo’) a Shanghai nacque da questo orientamento modernista, profondamente influenzato dalla cultura di massa e dai modelli artistici occidentali e giapponesi. In questo intervento esploreremo i viaggi transnazionali del modernismo tra Europa, Giappone e Cina attraverso l’analisi di un racconto del famoso scrittore sensazionalista Shi Zhecun (1905–2003). Il racconto, dal titolo “Shi Xiu”, costituisce una riscrittura in chiave modernista e psicoanalitica di un noto episodio tratto dal romanzo di epoca Ming I briganti (Shuihu zhuan). La riscrittura, in quanto forma di intertestualità che registra l'incontro di un vasto assortimento di fonti locali e straniere, espone la natura storicamente stratificata della ‘sensibilità’ del protagonista, aprendo una finestra sulle contraddizioni e le disparità inerenti all’esperienza vissuta nel contesto coloniale e capitalista della Shanghai degli anni Trenta. Pertanto, l'analisi del racconto permetterà non solo di tracciare le migrazioni transnazionali delle forme moderniste, ma anche di riflettere sul contributo che un'estetica distintamente modernista può offrire a una agenda politica, sociale ed etica.| File | Dimensione | Formato | |
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