Lo scopo del lavoro è valutare tutti quei fattori che potrebbero portare ad un insuccesso della terapia ortodontica-chirurgica delle inclusioni ossee totali nell’adulto. Sono stati considerati 45 pazienti di età media 38 anni (18-58 anni), 21 maschi e 24 femmine che presentavano 82 casi di elementi dentari in inclusione ossea totale della serie permanente, trattati con terapia ortodontica-chirurgica, per il recupero in arcata degli stessi elementi. Le terapie sono state portate a termine, tranne che in 5 casi in cui i pazienti hanno preferito sospendere il trattamento, optando per una soluzione protesica. In base all’esperienza clinica è stata raggiunta una percentuale di successi per circa l’81 %. Nel restante 19% gli insuccessi sono dovuti alla scarsa collaborazione dei pazienti per necessità di reintervento, a complicanze locali, ad anchilosi primitiva e secondaria dell’elemento incluso, alla posizione del dente in rapporto al tipo di tessuto osseo. Il recupero del dente incluso nell’adulto presenta dal punto di vista prognostico alcune differenze rispetto a quanto avviene in età evolutiva: anchilosi primitiva totale o parziale. Riduzione dello spazio in arcata per migrazione spontanea degli elementi adiacenti in mancanza dei decidui e alterazione dei rapporti occlusali. Possibile sopravvento di complicazioni locali quali processi cistici. Insuccessi a carico dei denti adiacenti quali rizolisi per cisti pericoronarica del dente incluso. Danni parodontali per sollecitazione iatrogena del sacco pericoronarico con conseguente lesione della giunzione amelo-cementizia. Assottigliamento della cresta alveolare e carenza di gengiva aderente. Se le condizioni sono sfavorevoli meglio optare per l’avulsione e sostituzione protesica oppure per il trattamento ortodontico con spostamento dei denti adiacenti per chiudere gli spazi. La terapia di disinclusione nell’adulto dipende dalla corretta valutazione di quei fattori che differenziano l’elemento incluso in rapporto all’età del paziente, alla morfologia dell’apice e della corona, alla sede, al tipo di tessuto osseo e all’assetto biologico dell’elemento, alla tecnica e non ultimo alla collaborazione del paziente.

Indicazioni e controindicazioni del recupero dei denti inclusi nell’adulto / C. Mortellaro, M. Migliario, D. Scorsone, U. Garagiola, S. Pappalardo. - In: DOCTOR. OS. - ISSN 1120-7140. - 15:3(2004), pp. 337.161-337.161. (Intervento presentato al 11. convegno Congresso nazionale del collegio dei docenti di odontoiatria tenutosi a Roma nel 2004).

Indicazioni e controindicazioni del recupero dei denti inclusi nell’adulto

C. Mortellaro;U. Garagiola
Penultimo
;
2004

Abstract

Lo scopo del lavoro è valutare tutti quei fattori che potrebbero portare ad un insuccesso della terapia ortodontica-chirurgica delle inclusioni ossee totali nell’adulto. Sono stati considerati 45 pazienti di età media 38 anni (18-58 anni), 21 maschi e 24 femmine che presentavano 82 casi di elementi dentari in inclusione ossea totale della serie permanente, trattati con terapia ortodontica-chirurgica, per il recupero in arcata degli stessi elementi. Le terapie sono state portate a termine, tranne che in 5 casi in cui i pazienti hanno preferito sospendere il trattamento, optando per una soluzione protesica. In base all’esperienza clinica è stata raggiunta una percentuale di successi per circa l’81 %. Nel restante 19% gli insuccessi sono dovuti alla scarsa collaborazione dei pazienti per necessità di reintervento, a complicanze locali, ad anchilosi primitiva e secondaria dell’elemento incluso, alla posizione del dente in rapporto al tipo di tessuto osseo. Il recupero del dente incluso nell’adulto presenta dal punto di vista prognostico alcune differenze rispetto a quanto avviene in età evolutiva: anchilosi primitiva totale o parziale. Riduzione dello spazio in arcata per migrazione spontanea degli elementi adiacenti in mancanza dei decidui e alterazione dei rapporti occlusali. Possibile sopravvento di complicazioni locali quali processi cistici. Insuccessi a carico dei denti adiacenti quali rizolisi per cisti pericoronarica del dente incluso. Danni parodontali per sollecitazione iatrogena del sacco pericoronarico con conseguente lesione della giunzione amelo-cementizia. Assottigliamento della cresta alveolare e carenza di gengiva aderente. Se le condizioni sono sfavorevoli meglio optare per l’avulsione e sostituzione protesica oppure per il trattamento ortodontico con spostamento dei denti adiacenti per chiudere gli spazi. La terapia di disinclusione nell’adulto dipende dalla corretta valutazione di quei fattori che differenziano l’elemento incluso in rapporto all’età del paziente, alla morfologia dell’apice e della corona, alla sede, al tipo di tessuto osseo e all’assetto biologico dell’elemento, alla tecnica e non ultimo alla collaborazione del paziente.
Settore MEDS-16/A - Malattie odontostomatologiche
2004
Article (author)
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
2004 Indicazioni e controindicazione - Collegio docenti.pdf

accesso riservato

Tipologia: Publisher's version/PDF
Dimensione 1.88 MB
Formato Adobe PDF
1.88 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia
Pubblicazioni consigliate

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/2434/1099288
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
  • OpenAlex ND
social impact