L’intervento mira a presentare gli interessi conoscitivi e gli esiti del progetto di public engagement "TikTok Mundi. Raccontare la Milano-città mondo attraverso i nuovi media" (PI Prof. Nicoletta Vallorani), svoltosi nel 2023 grazie alla collaborazione tra l’ente finanziatore del progetto, ovvero UNIMI Connect dell’Università degli Studi di Milano, con l’Ufficio Reti e Cooperazione Culturale e le scuole secondarie di secondo grado del capoluogo lombardo. L’obiettivo di questo consorzio di istituzioni era indagare la percezione che gli studenti delle superiori milanesi hanno della città, partendo altresì dalla necessità di comprendere come i media e lo storytelling mainstream su Milano influenzino la conoscenza e l’immaginario della Generazione Z. Ciò nella consapevolezza della sovrabbondante diffusione di stereotipi che ritraggono Milano come una città dai ritmi frenetici o pericolosa: si considerino, per esempio, un certo storytelling xenofobo che monopolizza il discorso sul “degrado urbano” in relazione ad aree con una cospicua presenza di immigrati (Tulumello e Bertoni 2019) oppure l’ubiquità degli hashtag #milanopericolosa e #sicurezzamilano su TikTok. Per perseguire gli obiettivi prefissati, si è adottato un percorso di “classilaboratorio” (Benassi e Mosa, 2019: 50), in cui attività tradizionali si sono combinate con altre meno consuete per il mondo scolastico, giungendo alla produzione di materiale audiovisivo crossmediale (per YouTube, Instagram e TikTok) di cui gli studenti potessero sentirsi pienamente autori e protagonisti. Lo storytelling audiovisivo consente un approccio "youth-centered" e la realizzazione di rappresentazioni articolate del paesaggio urbano, riflettendo le molteplici storie racchiuse nell’esperienza dei giovani. Suddiviso in tre parti, l’intervento inizialmente chiarisce gli interessi scientifici e conoscitivi del progetto nonché la sua strutturazione pratica in “classilaboratorio”. La parte centrale è dedicata alla presentazione di estratti del materiale audiovisivo creato, rilevando come molti prodotti abbiano al centro del proprio storytelling i temi dell’ansia e della frustrazione, collegando queste sensazioni alla percezione del paesaggio urbano come degradato o alienante. In conclusione, le considerazioni finali vertono sull’adattabilità e trasferibilità del progetto "TikTok Mundi" ad altri contesti, evidenziandone le potenzialità didattiche ed euristiche.
Tra degrado e frenesia: i giovani milanesi del progetto TikTok Mundi (contro-)raccontano la città? / E. Ogliari. ((Intervento presentato al 1. convegno Giornata di studi: Nuove forme narrative per la promozione del patrimonio artistico-culturale tenutosi a Roma nel 2024.
Tra degrado e frenesia: i giovani milanesi del progetto TikTok Mundi (contro-)raccontano la città?
E. Ogliari
2024
Abstract
L’intervento mira a presentare gli interessi conoscitivi e gli esiti del progetto di public engagement "TikTok Mundi. Raccontare la Milano-città mondo attraverso i nuovi media" (PI Prof. Nicoletta Vallorani), svoltosi nel 2023 grazie alla collaborazione tra l’ente finanziatore del progetto, ovvero UNIMI Connect dell’Università degli Studi di Milano, con l’Ufficio Reti e Cooperazione Culturale e le scuole secondarie di secondo grado del capoluogo lombardo. L’obiettivo di questo consorzio di istituzioni era indagare la percezione che gli studenti delle superiori milanesi hanno della città, partendo altresì dalla necessità di comprendere come i media e lo storytelling mainstream su Milano influenzino la conoscenza e l’immaginario della Generazione Z. Ciò nella consapevolezza della sovrabbondante diffusione di stereotipi che ritraggono Milano come una città dai ritmi frenetici o pericolosa: si considerino, per esempio, un certo storytelling xenofobo che monopolizza il discorso sul “degrado urbano” in relazione ad aree con una cospicua presenza di immigrati (Tulumello e Bertoni 2019) oppure l’ubiquità degli hashtag #milanopericolosa e #sicurezzamilano su TikTok. Per perseguire gli obiettivi prefissati, si è adottato un percorso di “classilaboratorio” (Benassi e Mosa, 2019: 50), in cui attività tradizionali si sono combinate con altre meno consuete per il mondo scolastico, giungendo alla produzione di materiale audiovisivo crossmediale (per YouTube, Instagram e TikTok) di cui gli studenti potessero sentirsi pienamente autori e protagonisti. Lo storytelling audiovisivo consente un approccio "youth-centered" e la realizzazione di rappresentazioni articolate del paesaggio urbano, riflettendo le molteplici storie racchiuse nell’esperienza dei giovani. Suddiviso in tre parti, l’intervento inizialmente chiarisce gli interessi scientifici e conoscitivi del progetto nonché la sua strutturazione pratica in “classilaboratorio”. La parte centrale è dedicata alla presentazione di estratti del materiale audiovisivo creato, rilevando come molti prodotti abbiano al centro del proprio storytelling i temi dell’ansia e della frustrazione, collegando queste sensazioni alla percezione del paesaggio urbano come degradato o alienante. In conclusione, le considerazioni finali vertono sull’adattabilità e trasferibilità del progetto "TikTok Mundi" ad altri contesti, evidenziandone le potenzialità didattiche ed euristiche.| File | Dimensione | Formato | |
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