Scopo: Un fibroma ossificante (OF) è un tumore benigno che si localizza esclusivamente a livello della gengiva. E tipicamente giovanile anche se può riscontrarsi in ogni fascia d'età ed è più frequente nelle donne. Il principale sintomo clinico è il gonfiore dei tessuti molli e iperplasia delle ossa colpite, che può portare a disturbi estetici e funzionali. La presenza di dolore, parestesia, trisma o reperti occlusali dentali viene osservato a seconda della sede di comparsa. Il fibroma ossificante ha come sottotipo la variante giovanile (IOF), che di solito si verifica all'interno della regione maxillo-facciale di bambini e giovani adulti. È differenziata dalla sua variante adulta in base all'età, alla sede, al comportamento e caratteristiche microscopiche. JOF è diviso in due categorie distinte: il trabecolare e lo psammomatoide. Trabecular JOF (ITOF) è identificato dalla presenza di trabecole e osteoide fibrillare e tessuto osso. Il tipo psammomatoide (IPOF) è identificato dalla presenza di piccole concrezioni uniformi che imitano lo psammoma. Lo scopo è illustrare una metodica chirurgica Iaser assistita per la gestione della patologia. Materiale e Metodi: E stata condotta una revisione della letteratura, utilizzando il database PubMed e le parole chiave "Fibro-0sse0us lesion" "fibro-0sse0us lesion surgery" "fibro-osseous lesion diagnosis". Sono state prese in esame le revisioni sistematiche, le revisioni narrative e i case series. Risultati: L’asportazione chirurgica è i] trattamento di scelta per il fibroma ossificante. Tradizionalmente le lesioni di questo tipo sono trattate tramite la chirurgia con lama di bisturi, associata talvolta all'uso dell'elettrocoagulazione. Una problematica rilevante però di queste lesioni è il tasso di recidiva che è compreso tra il 7 e il 45%. Negli ultimi decenni, con lo sviluppo delle tecnologie, sono state sperimentate tecniche di escissione laser assistite. Un tipo di laser particolarmente efficace, è il laser Nd:YAG, che consente minimo sanguinamento e minimo discomfort post operatorio. Lyer et al., infatti, hanno riportato un caso di escissione di fibroma ossificante con pochissimo sanguinamento intraoperatorio, dolore postoperatorio e senza l'uso di sutura ed eccellente guarigione dopo una settimana, suggerendo che l'asportazione laser sia una delle migliori opzioni per la gestione dei FO. Carrera et al. Riportano il successo dell'uso di laser C02 per la gestione della patologia. Più recentemente sia Chawla et al. che Gulati et al. hanno utilizzato il laser a diodi per l'escissione del FO, notando che non vi erano segni di recidiva in follow up che andavano da 6 mesi a un anno. Conclusioni: Il minimo sanguinamento intraoperatorio e minimo il dolore postoperatorio, la facilità d'uso e l'accettazione del paziente sono vantaggi garantiti dall'escissione laser assistita, dimostrandosi una modalità di trattamento migliore rispetto ad altre procedure chirurgiche convenzionali più invasive. Il laser si rivela così una metodica praticabile ed efficace nella gestione della patologia. Sebbene i follow up siano favorevoli al contrasto della recidiva, sarebbe opportun0 valutare su periodi più lunghi l’effettiva estinzione della lesione.
Fibroma ossificante del cavo orale: Chirurgia laser assistita / F. Pulicari, M. Pellegrini, M. Bosotti, U. Garagiola, F. Spadari. - In: DOCTOR. OS. - ISSN 1120-7140. - 33:8(2022), pp. 3-4. ( 10. Congresso Nazionale SILO Riccione 2022).
Fibroma ossificante del cavo orale: Chirurgia laser assistita
U. GaragiolaPenultimo
;F. SpadariUltimo
2022
Abstract
Scopo: Un fibroma ossificante (OF) è un tumore benigno che si localizza esclusivamente a livello della gengiva. E tipicamente giovanile anche se può riscontrarsi in ogni fascia d'età ed è più frequente nelle donne. Il principale sintomo clinico è il gonfiore dei tessuti molli e iperplasia delle ossa colpite, che può portare a disturbi estetici e funzionali. La presenza di dolore, parestesia, trisma o reperti occlusali dentali viene osservato a seconda della sede di comparsa. Il fibroma ossificante ha come sottotipo la variante giovanile (IOF), che di solito si verifica all'interno della regione maxillo-facciale di bambini e giovani adulti. È differenziata dalla sua variante adulta in base all'età, alla sede, al comportamento e caratteristiche microscopiche. JOF è diviso in due categorie distinte: il trabecolare e lo psammomatoide. Trabecular JOF (ITOF) è identificato dalla presenza di trabecole e osteoide fibrillare e tessuto osso. Il tipo psammomatoide (IPOF) è identificato dalla presenza di piccole concrezioni uniformi che imitano lo psammoma. Lo scopo è illustrare una metodica chirurgica Iaser assistita per la gestione della patologia. Materiale e Metodi: E stata condotta una revisione della letteratura, utilizzando il database PubMed e le parole chiave "Fibro-0sse0us lesion" "fibro-0sse0us lesion surgery" "fibro-osseous lesion diagnosis". Sono state prese in esame le revisioni sistematiche, le revisioni narrative e i case series. Risultati: L’asportazione chirurgica è i] trattamento di scelta per il fibroma ossificante. Tradizionalmente le lesioni di questo tipo sono trattate tramite la chirurgia con lama di bisturi, associata talvolta all'uso dell'elettrocoagulazione. Una problematica rilevante però di queste lesioni è il tasso di recidiva che è compreso tra il 7 e il 45%. Negli ultimi decenni, con lo sviluppo delle tecnologie, sono state sperimentate tecniche di escissione laser assistite. Un tipo di laser particolarmente efficace, è il laser Nd:YAG, che consente minimo sanguinamento e minimo discomfort post operatorio. Lyer et al., infatti, hanno riportato un caso di escissione di fibroma ossificante con pochissimo sanguinamento intraoperatorio, dolore postoperatorio e senza l'uso di sutura ed eccellente guarigione dopo una settimana, suggerendo che l'asportazione laser sia una delle migliori opzioni per la gestione dei FO. Carrera et al. Riportano il successo dell'uso di laser C02 per la gestione della patologia. Più recentemente sia Chawla et al. che Gulati et al. hanno utilizzato il laser a diodi per l'escissione del FO, notando che non vi erano segni di recidiva in follow up che andavano da 6 mesi a un anno. Conclusioni: Il minimo sanguinamento intraoperatorio e minimo il dolore postoperatorio, la facilità d'uso e l'accettazione del paziente sono vantaggi garantiti dall'escissione laser assistita, dimostrandosi una modalità di trattamento migliore rispetto ad altre procedure chirurgiche convenzionali più invasive. Il laser si rivela così una metodica praticabile ed efficace nella gestione della patologia. Sebbene i follow up siano favorevoli al contrasto della recidiva, sarebbe opportun0 valutare su periodi più lunghi l’effettiva estinzione della lesione.| File | Dimensione | Formato | |
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