Questo articolo intende esplorare alcune direzioni di ricerca per ricostruire, sulla base delle fonti d’archivio, l’articolazione funzionale del sistema creditizio milanese, che appare definirsi, durante gli anni della Repubblica Italiana (1802-1805) e del Regno d’Italia (1085-1814), attraverso il rapporto di azione e di retro-azione (di contrattazione istituzionale) fra l’organizzazione informale del commercio del denaro, così profondamente intessuta nella società locale, e le istanze di innovazione istituzionale (fondazione di una Borsa valori), che i francesi portano sull’onda dei grandi mutamenti provocati dalle politiche espansive dei debiti pubblici, dallo sviluppo del commercio internazionale e dalla razionalizzazione dei sistemi monetari. L’ipotesi storiografica è quella di ricondurre ad una prospettiva analitica più congrua e soprattutto sources-based l’esame di un sistema creditizio che è stato giudicato lacunoso ed inefficiente sulla base di un evidente anacronismo che assume come riferimento, per i primi anni dell’Ottocento, supposte esperienze innovative di banking e central banking, le cui funzioni di regolazione della liquidità si sarebbero però definite in Europa solo intorno al quarto decennio del XIX secolo. Dalle fonti emerge come la fenomenologia del commercio del denaro milanese vede crescere in questa fase l’importanza dei reticoli informali (in cui i notai svolgono il ruolo di smistamento di informazioni) che diventano così la trama principale di un mercato del credito in cui la creazione di un istituto bancario voluto dai dominatori appare più un’ingerenza che un’innovazione da combattere. Il tentativo di adattare il sistema finanziario locale ai mutamenti provocati dai grandi processi di modernizzazione si risolse quindi, in ambito creditizio e borsistico, in risposte istituzionali e organizzative – formali ed informali – che ebbero grande influenza, attraverso lock-in effects, nella formazione dell’‘identità finanziaria’ milanese di lungo periodo.

Tra reti e istituzioni. Per una lettura del sistema creditizio milanese nei primi anni dell’Ottocento / G. De Luca. - In: STORIA IN LOMBARDIA. - ISSN 1828-2008. - 27:2(2007), pp. 5-33.

Tra reti e istituzioni. Per una lettura del sistema creditizio milanese nei primi anni dell’Ottocento

G. De Luca
Primo
2007

Abstract

Questo articolo intende esplorare alcune direzioni di ricerca per ricostruire, sulla base delle fonti d’archivio, l’articolazione funzionale del sistema creditizio milanese, che appare definirsi, durante gli anni della Repubblica Italiana (1802-1805) e del Regno d’Italia (1085-1814), attraverso il rapporto di azione e di retro-azione (di contrattazione istituzionale) fra l’organizzazione informale del commercio del denaro, così profondamente intessuta nella società locale, e le istanze di innovazione istituzionale (fondazione di una Borsa valori), che i francesi portano sull’onda dei grandi mutamenti provocati dalle politiche espansive dei debiti pubblici, dallo sviluppo del commercio internazionale e dalla razionalizzazione dei sistemi monetari. L’ipotesi storiografica è quella di ricondurre ad una prospettiva analitica più congrua e soprattutto sources-based l’esame di un sistema creditizio che è stato giudicato lacunoso ed inefficiente sulla base di un evidente anacronismo che assume come riferimento, per i primi anni dell’Ottocento, supposte esperienze innovative di banking e central banking, le cui funzioni di regolazione della liquidità si sarebbero però definite in Europa solo intorno al quarto decennio del XIX secolo. Dalle fonti emerge come la fenomenologia del commercio del denaro milanese vede crescere in questa fase l’importanza dei reticoli informali (in cui i notai svolgono il ruolo di smistamento di informazioni) che diventano così la trama principale di un mercato del credito in cui la creazione di un istituto bancario voluto dai dominatori appare più un’ingerenza che un’innovazione da combattere. Il tentativo di adattare il sistema finanziario locale ai mutamenti provocati dai grandi processi di modernizzazione si risolse quindi, in ambito creditizio e borsistico, in risposte istituzionali e organizzative – formali ed informali – che ebbero grande influenza, attraverso lock-in effects, nella formazione dell’‘identità finanziaria’ milanese di lungo periodo.
Settore SECS-P/12 - Storia Economica
2007
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