Nella sua critica alla "metafisica" occidentale, intesa come una tradizione di pensiero perentorio e violento, Jacques Derrida ha elaborato e variamente articolato la nozione di "logocentrismo". A suo parere, infatti, questa tradizione avrebbe imposto il primato del logos come presenza, sostanza, essenza (da un lato), coscienza, soggettività, intersoggettività dall''altro, occultando così il fatto che l''aspetto fenomenico più evidente della realtà è la differenza, intesa non come l''essere di qualche cosa che resti immobile, ma come l''atto stesso del decostruire (o decostruirsi). In questo ambito Derrida istituisce poi una differenza tra il logos (pensato e/o pronunciato) e la scrittura, che invece sarebbe la spia che fa emergere la differenza. La metafisica della presenza, e il logocentrismo che le è collegato, risalirebbero per Derrida alla tradizione greca, e in particolare a Platone (più che ad Aristotele). Lo studio presente di propone di dimostrare i seguenti assunti: 1) la differenza tra la parola scritta e la parola pensata o parlata non è rilevante; ciò che è rilevante, per poter parlare di metafisica della presenza e della violenza teorica che le è connessa, è il primato del pensiero intuitivo sul quello discorsivo; 2) poiché il logos identifica in pensiero discorsivo, logocentrismo e metafisica della presenza non solo non hanno niente in comune, ma sono per certi versi antitetici; 3) è vero che in Platone vige il primato del logos, ma si intende appunto come il primato di ciò che ha il carattere di dislocare e di rinviare ad altro, non quello di rendere presente; 4) ammesso che si possa palare di metafisica della presenza (qui Derrida segue acriticamente l''influenza di Heidegger), l''antesignano antico sarebbe piuttosto Aristotele che Platone; 5) il lascito più interessante del pensiero platonico consiste nell''aver dimostrato che persino la differenza, in quanto differenza, è una modalità dell''identico

Jacques Derrida e le origini greche del logocentrismo (Platone, Aristotele) / F. Trabattoni. - In: IRIDE. - ISSN 1122-7893. - 3(2004), pp. 547-568. [10.1414/18654]

Jacques Derrida e le origini greche del logocentrismo (Platone, Aristotele)

F. Trabattoni
Primo
2004

Abstract

Nella sua critica alla "metafisica" occidentale, intesa come una tradizione di pensiero perentorio e violento, Jacques Derrida ha elaborato e variamente articolato la nozione di "logocentrismo". A suo parere, infatti, questa tradizione avrebbe imposto il primato del logos come presenza, sostanza, essenza (da un lato), coscienza, soggettività, intersoggettività dall''altro, occultando così il fatto che l''aspetto fenomenico più evidente della realtà è la differenza, intesa non come l''essere di qualche cosa che resti immobile, ma come l''atto stesso del decostruire (o decostruirsi). In questo ambito Derrida istituisce poi una differenza tra il logos (pensato e/o pronunciato) e la scrittura, che invece sarebbe la spia che fa emergere la differenza. La metafisica della presenza, e il logocentrismo che le è collegato, risalirebbero per Derrida alla tradizione greca, e in particolare a Platone (più che ad Aristotele). Lo studio presente di propone di dimostrare i seguenti assunti: 1) la differenza tra la parola scritta e la parola pensata o parlata non è rilevante; ciò che è rilevante, per poter parlare di metafisica della presenza e della violenza teorica che le è connessa, è il primato del pensiero intuitivo sul quello discorsivo; 2) poiché il logos identifica in pensiero discorsivo, logocentrismo e metafisica della presenza non solo non hanno niente in comune, ma sono per certi versi antitetici; 3) è vero che in Platone vige il primato del logos, ma si intende appunto come il primato di ciò che ha il carattere di dislocare e di rinviare ad altro, non quello di rendere presente; 4) ammesso che si possa palare di metafisica della presenza (qui Derrida segue acriticamente l''influenza di Heidegger), l''antesignano antico sarebbe piuttosto Aristotele che Platone; 5) il lascito più interessante del pensiero platonico consiste nell''aver dimostrato che persino la differenza, in quanto differenza, è una modalità dell''identico
logocentrismo ; conoscenza intuitiva ; conoscenza proposizionale ; metafisica ; metafisica della presenza ; Fedro
Settore M-FIL/07 - Storia della Filosofia Antica
2004
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